immagine di copertina per articolo The Rodriguez
Fenomeno pop

The Rodriguez

Belén, Stefano De Martino e tutta la famiglia sono la versione nostrana dei Kardashian. Un tornado italo-argentino al centro di storie profondamente italiane. Bellezza e determinazione.

Nel settembre 2019, dodici anni dopo la prima messa in onda sul canale E!, ha debuttato la diciassettesima stagione di uno dei reality più longevi della tv americana, Keeping Up with the Kardashian. Arrivare all’alba del 2020 – anno dell’originaria ipotetica candidatura alle presidenziali del rapper colto da una recente folgorazione cristiana, Kanye West – senza sapere chi siano i suoi protagonisti è un po’ come non sapere in quale millennio ci troviamo. Le sorelle Kardashian-Jenner, infatti, pilotate con maestria dal genio cinico della momager per eccellenza, Kris, sono forse il fenomeno mediale più dirompente e incisivo degli ultimi dieci anni: ricche imperatrici di Instagram, appassionate di chirurgia estetica e di brand di cosmetica da miliardi di dollari che portano il loro nome, sfaticate ragazze viziate che giustificano il successo con la celebre filosofia del “Not bad for a girl with no talent”. Una famiglia in cui realtà e finzione si sovrappongono per dare vita a una perenne narrazione che si alimenta del fatto stesso di esistere, un racconto irresistibile per l’appassionante futilità ed esagerazione, come un’infinita telenovela sudamericana in cui ogni nucleo della storia gode al contempo di autonomia e coralità.

Dall’America latina, come le soap opera che ricalcano il grande genere letterario del romanzo familiare, proviene anche una donna che da quando è arrivata in Italia non ha mai lasciato gli schermi delle nostre televisioni: Belén Rodriguez è la colonna portante di una famiglia che se avesse a disposizione le telecamere incessanti di un reality come KUWTK, darebbe senz’ombra di dubbio vita a uno spettacolo altrettanto accattivante.

Belén Rodriguez. The Butterfly Effect

Maria Belén Rodriguez nasce a Buenos Aires nel 1984 da genitori di origini spagnole e italiane. Negli anni in cui l’estetica Bobo Vieri e felpe Guru domina l’immaginario italico, la modella appena ventenne si trasferisce a Milano per lavorare con marchi ben noti a tutte le liceali di quegli anni. Come sempre quando si parla di showgirl, il sottotesto dominante è quello che prevede un salto di carriera da semplice ragazza immagine per discoteche milanesi in voga a reginetta della televisione voluto da qualche maschio influente. Ma nel caso di Belén le relazioni con uomini più lanciati di lei hanno solo fatto da sfondo alla sua determinazione pragmatica, tanto da farla diventare molto presto non solo una semplice “fidanzata di” ma una vera protagonista della cultura pop del nostro Paese. Ce ne sono state tante di ragazze che come lei sono diventate all’improvviso icone di sensualità ed erotismo a portata di telecomando, anche se la stagione della velina sembra ormai giunta al termine: poco prima di lei c’era Aida Yespica a ricoprire questo ruolo, dopo ci sarebbe stata Raffaella Fico, e così via con una lista molto lunga di belle decorazioni da prima serata piccante. Belén è stata in grado non solo di surfare quell’onda di popolarità che accomuna la sua storia con quella delle sue colleghe, ma di sfruttarla solo in quanto spinta iniziale per salire molto più in alto. 

Dopo un debutto televisivo in sordina, una relazione con lo storico primo fidanzato nazionalpopolare che le conferiva il titolo di Lady Borriello, nel 2008 arriva L’isola dei Famosi, la tortura televisiva che consente un’ultima chance di non essere triturati in modo definitivo in quanto personaggi pubblici o la prima possibilità per chi sta provando a varcare quella soglia. C’è chi si sorbisce giorni di digiuno e capelli stinti dal sole in improbabili shatush alla Cast Away per racimolare solo disgraziate emorroidi o qualche tormentone isolano, e c’è chi invece ne esce vincitore morale, senza montepremi ma con un biglietto per il treno dei desideri; Belén fa parte di quest’ultima categoria. Da quel momento in poi, infatti, la televisione italiana e il suo pubblico affamato di prelibata carne argentina incoronano la Rodriguez regina del palinsesto, applicando la regola dei latini per cui melior abundare quam deficere: cinepanettoni, Don Matteo, Montalbano. Nel 2011, dopo un duetto con l’idolo sovietico Toto Cutugno – perché sì, Belén canta anche – arriva anche la conduzione del Festival di Sanremo al fianco di Gianni Morandi, che di lì a poco sarebbe diventato un meme, e della ragazza della porta accanto d’Italia, colei che si tatuò Eminem addosso, la madre di tutte le veline, Elisabetta Canalis. La prova Sanremo non è facile, anzi, è il test d’ingresso nei cuori del pubblico più difficile che ci possa essere, ma Belén sbanca, facendo ciò che di meglio si possa fare per lasciare un taglio in stile Fontana, ossia divide. Divide i cuori, divide le opinioni, spaccando in due lo strascico di quel vestito che lascia intravedere nella sua seconda conduzione del Festival non solo un’ipotetica assenza di mutande ma anche un tatuaggio che diventa subito simbolo di rivolte tra chi la osanna e chi la detesta. 

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Belén Rodriguez. Superstar

Dopo la prova della farfalla, l’effetto Belén non ha più modo di essere contenuto, e chi le attribuiva una vita breve come quella dell’insetto tatuato sul suo inguine si è dovuto ricredere. Nemmeno il famoso sex tape, dettaglio biografico che Belén condivide con la collega capostipite Kardashian, è stato in grado di buttarla giù, anzi. Non che si trattasse di una mossa cavalleresca di marketing da parte del suo ex fidanzato argentino, visto che si è trattato proprio di uno di quei casi di revenge porn che solo chi ha le spalle grosse costruite su un successo solido può affrontare come ha fatto lei. E infatti, Belén mantiene questa aura di potenza matriarcale inviolabile che si rivela persino nelle conversazioni intercettate tra lei e il Cavaliere, nelle quali lui scherza con il suo solito modo affabile da barzellettiere mediterraneo e lei schiva ogni colpo con l’eleganza amichevole di una spadaccina provetta. 

C’è chi si sorbisce giorni di digiuno e capelli stinti dal sole in improbabili shatush alla Cast Away per racimolare solo disgraziate emorroidi o qualche tormentone isolano, e c’è chi invece ne esce vincitore morale, senza montepremi ma con un biglietto per il treno dei desideri; Belén fa parte di quest’ultima categoria. Da quel momento in poi, infatti, la televisione italiana e il suo pubblico affamato di prelibata carne argentina incoronano la Rodriguez regina del palinsesto.

Gli uomini nella vita della showgirl argentina però, nonostante non interpretino mai i ruoli dei protagonisti ma sempre di spalla, giocano una parte fondamentale per la narrazione della sua storia. Belén non si accompagna mai con uomini più brutti di lei: una scelta che lascia trasparire un certo edonismo, una nota di arroganza e orgoglio. Con Marco Borriello rimane per quattro anni, fino a quando nel 2008 non lo tradisce pubblicamente proprio a L’isola dei famosi. Poi c’è stata la fase Bonnie e Clyde, quella al fianco del Dark Knight delle discoteche milanesi, gli anni del Corona’s. Con Fabrizio Corona si consuma un amore matto e disperatissimo, una storia che si fonda su basi hegeliane: lui è il re dello showbiz, lei la regina; il loro incontro non può che esistere, ciò che è reale è razionale, ciò che è razionale è reale. Di Belén, Corona non smetterà mai di essere innamorato, e lo ripete anche nei suoi capolavori editoriali più recenti, mentre lei accenna sempre con fare malinconico alla natura irrecuperabile di questa anima persa. Dal 2016 al 2018 poi, è il turno di Andrea Iannone, che piano piano tramuta i suoi tratti somatici in una sorta di versione Madame Tussauds di Corona, e che funge da stato cuscinetto in un periodo di transizione, senza lasciare troppo il segno ma senza nemmeno mancare di quelle caratteristiche fondamentali per gli uomini della showgirl argentina: bello, bello in modo assurdo. Per quanto le sue vicissitudini sentimentali attirino come sempre un interesse morboso, è all’interno della famiglia che Belén esprime al massimo le sue potenzialità di intrattenimento; sia quella d’origine – che la raggiunge presto in blocco dall’Argentina – sia quella che mette in piedi grazie all’incontro fortunato e decisivo con un uomo.

Santi Maradona 

La storia che dà più soddisfazioni al nostro bisogno di racconto quando si parla di questo personaggio televisivo, infatti, è quella che vede come protagonisti un grande amore, un figlio, un idillio familiare. Tutto ha inizio con le insidie del privato che si mescola in modo imprevedibile con il pubblico attraverso la tv: esattamente dieci anni fa, Stefano De Martino, un ballerino ventenne di Torre Annunziata con il viso da scugnizzo e il corpo da kouros entra nella scuola di Amici di Maria De Filippi e si fidanza con la futura vincitrice di quell’edizione, Emma Marrone. La storia tra i due, nata tra i banchi, continua dopo la maturità presso l’accademia di Fascino con una carriera promettente per entrambi. Il ritorno di Stefano alla scuola di Maria in qualità di ballerino professionista, però, segna la prima crepa tra i due, a seguito di una liaison con la collega Giulia Pauselli. Insomma, le cose tra Emma e Stefano non vanno benissimo e tutto il male che la cantante pugliese riceve lo tramuta in testi densi di rancore, fino a scoppiare definitivamente nel 2012, quando De Martino dà spazio a un flirt con la donna più desiderata d’Italia, Belén. 

Galeotto fu il casquè, Stefano e Belèn si innamorano, e il quadrilatero Puglia-Campania-Argentina-Sicilia diventa materiale pregiato per un racconto popolare: da un lato abbiamo la grinta di una donna ferita, umiliata, tradita; dall’altro la passione irrefrenabile di una Malena spezzacuori. Ma Belén e Stefano si amano davvero, tanto da sfornare subito un pargolo, Santiago, detto Santi, convolare a nozze e imprimersi addosso un’enorme allegoria della loro storia sotto forma di tatuaggio old school. Napoletani e argentini, un connubio glorioso che si riassume in una ninna nanna strappalacrime, sancito dalla creatura benedetta, il piccolo Santi, che nonostante gli attacchi all’acido di personaggi come Selvaggia Lucarelli – acerrima nemica di Belén – conferma qualsiasi ipotesi genetica diventando una sorta di baby modello.

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Ma le favole più belle sono quelle che ti tengono con il fiato sospeso, e così fanno anche i nostri eroi quando senza preavviso si separano nel 2015, rimanendo distanti ma vicini per quattro lunghi anni e ritornando insieme nel 2019, grazie alla benedizione di Zia Mara. Il salotto di Domenica In è il teatro in cui questa opera a lieto fine si consuma: De Martino, che nel frattempo è diventato uno showman, pupillo di Freccero, presentatore alla Mr. Peanutbutter in Celebrities, what do they know? di Stasera tutto è possibile, fa una dichiarazione alla sua ex moglie sotto l’ala protettrice della mamma chioccia della Rai, che impazzisce per lui al punto di non risparmiarsi mai qualche accenno malizioso “Ah se ti avessi incontrato quarant’anni fa, bello de zia”. E così, Stefano e Belén tornano insieme, contro tutto e contro tutti, dandoci prova della cosa che tutti noi che guardiamo vogliamo sentirci dire, ossia che ci può essere un lieto fine.  

Belu, Chechu, Jeremias, Gustavo y Veronica 

Ma più che per il “lato B”, Belén a mio parere andrebbe osannata per il “fattore B”, ossia quella sua innata capacità risolutiva e protettiva, familistica fino a vette di amoralità, che ha fatto sì che tutta la famiglia Rodriguez faccia pianta stabile a Milano. Uno a uno, con un triplo rimbalzo Italia-Argentina-Italia, viste le origini dei genitori, tutti i Rodriguez sono diventati fenomeno pop, tanto da fare specificare a Barbara D’Urso – non proprio in ottimi rapporti con la famiglia – di non aver bisogno di loro per fare share a casa sua. Prima fra tutte Cecilia, la sorella più piccola, che grazie a un ottimo lavoro di lima – sia chirurgica sia mediale – è diventata presto un personaggio autonomo dall’ala protettrice di Belén – proprio come le sorelle Jenner che si sono ben slegate dalle maggiori Kardashian – specialmente grazie alla sua presenza fissa in tutti i reality televisivi pensati in Italia. Nella stagione del Grande fratello vip del 2017, infatti, è rimasta coinvolta in una vicenda che ha detto tanto del modo italiano di interpretare le scelte sessuali e sentimentali di una donna. Fidanzata storica di un famoso tronista, Francesco Monte, il Leonardo Di Caprio delle discoteche di Gallipoli, si ritrova però nella casa del GF a rimettere in discussione quattro anni di relazione in apparenza perfetti grazie a un invaghimento per Ignazio Moser, con cui consumerà una parentesi scabrosa dietro un armadio, vicenda molto romanzata – Lucarelli l’ha usata in più occasioni per condannare la morale di Chechu. Ma l’apparenza è spesso solo un filtro di Instagram e, sebbene la coppia sembri così affiatata, in un confronto degno della regia di Pietro Germi in cui il Monte offeso si presenta con abito da cerimonia mafiosa, Cecilia crolla e la storia finisce. Inizialmente sono tutti pronti a puntare il dito contro la disonorata argentina che ha scelto la spensieratezza dell’amour fou gieffino alla solidità di un uomo che doveva sposare, ma non è servito molto tempo per capire che Francesco Monte era una persona decisamente pesante, così come si è visto durante le sue partecipazioni sia a L’isola dei famosi che al Grande fratello vip. E anche in questo caso, Cecilia e Ignazio – come Stefano e Belén – sono rimasti insieme contro ogni pronostico. 

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Jeremias, invece, che era nella casa del GF in coppia con la sorella minore, gioca il ruolo del cavallo pazzo della famiglia: carattere testardo, modi bruschi, molteplici flirt nel mondo dello spettacolo che pescano dal bacino di tronisti e corteggiatrici. Anche lui principe dei reality, Jeremias è il bulletto della situazione, l’anima oscura di un trio in cui splende il sole. Veronica Cozzani e Gustavo Rodriguez, in tutto ciò, fanno da cornice silente ma fondamentale: il padre, che accompagna con la chitarra Belén e che dà sfogo ogni tanto a qualche piccola nota di follia; la madre, che con il suo aspetto da nonna sprint, giovane e bella, porta sul viso proprio quei dettagli che ti fanno capire da chi hanno preso i figli tutto il loro charme. Osservarli mentre si godono il Natale nella loro casa di Brera, mentre ballano ubriachi e felici, mentre brindano coi piedi piantati ben saldi sul pavimento di una casa che Belén ha reso possibile, bisogna ammettere, non è affatto male. 

Il fascino discreto della famiglia Rodriguez

Di donne nello spettacolo come Belén ce ne sono tante, ma personalità che si incorniciano all’interno di famiglie così compatte e prolifiche dal punto di vista dell’intrattenimento no. Belén Rodriguez, un personaggio facilmente detestabile, soprattutto di quell’odio tipico del genere femminile che scaturisce da un mix atomico di invidia e competizione, risulta invece quasi impossibile da disprezzare. Non che manchino i fiumi di commenti da hater accaniti sui suoi profili, ma se teniamo conto di tutto quello che potenzialmente poteva abbatterla – il tradimento di Borriello, la storia con Corona, il tradimento di Corona, il sex tape, la farfallina, lo smacco a Emma, la separazione, la sorella Cecilia, il fratello Jeremias e le sfuriate di Gustavo – il fatto che sia ancora così in alto è davvero segno della sua abilità che non va oltre al suo aspetto fisico, ma di pari passo. Il suo senso della famiglia così viscerale la rende agli occhi di chi guarda un leader carismatico di una piccola comunità a conduzione matriarcale, una valchiria delle praterie argentine.

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, letteralmente, Stefano e Belén tornano insieme, più belli che mai, uniti dal piccolo Santi, contro tutto e contro tutti, dandoci prova della cosa che tutti noi che guardiamo vogliamo sentirci dire, ossia che c’è sempre speranza, che ci può essere un lieto fine.

Impermeabile alle scorie radioattive del mondo dello spettacolo, continua a dare vita ogni giorno a una grande storia, fatta di tanti piccoli racconti, in cui, in effetti, molte donne sentono di riconoscersi o vogliono ispirarsi, nonostante non abbiano la sua bellezza, né i suoi soldi – per non parlare dei partner. Belén affascina perché è indiscutibilmente potente, padrona di sé e del suo strumento, o come afferma Lorella Zanardo nel libro Il corpo delle donne, “Non è succube della sua bellezza”. Né l’imitazione di Virginia Raffaele, per quanto divertente, né le interviste più pungenti e intelligenti riescono a esaurire il potenziale performativo di Belén, che sta bene proprio com’è, vestita da carabiniera sexy per Colorado o in preda ai furori della taranta, mentre dice a Daria Bignardi “Tu sei intelligente”, sottolineando da sola quale sia la sua carta vincente, ossia questa semplicità d’animo da falò in spiaggia e baci sulla bocca di Santi. E così, tutto ciò che ruota attorno a lei e alla sua famiglia produce intrattenimento, racconto, curiosità; per questo ci meritiamo una stagione di Keeping Up With The Rodriguez.


Alice Valeria Oliveri

Autrice e musicista, si è laureata alla Sapienza in anglistica con una tesi di teoria della letteratura. Scrive su diverse testate online di cinema, tv, serie televisive, musica e attualità. Ha collaborato con Dude Mag, VICE, Noisey, Motherboard, Prismo, The Towner e The Vision, dove è stata redattrice.

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