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Sanremo

Voci dal Festival

Tra successi effimeri e biografie dimenticate, il Dizionario del Festival di Sanremo è uno strumento per rileggere la kermesse come specchio del costume italiano e come archivio delle vite che ne hanno fatto la storia.

“A Sanremo ci sono due Francesco Facchinetti” mi dice Eddy Anselmi. Ma come, in che senso? “Nel senso che per fare un lavoro di voci sul Festival devi sempre stare attento all’omonimia. Uno è Francesco Facchinetti, il figlio di Roby Facchinetti, quello famoso. L’altro Francesco Facchinetti è quello che l’anno scorso ha scritto le parole della canzone Rockstar di Alex Wyse”.

Eddy Anselmi ha pubblicato quest’anno il Dizionario del Festival di Sanremo (Coniglio Editore – Suan Edizioni), un volume fucsia bello alto dedicato a interpreti, autori, presentatori e conduttori di Sanremo. Scrivere 2828 voci non è certo facile, anche se Eddy Anselmi ha una conoscenza enciclopedica del Festival ormai comprovata da anni, tra libri, articoli, presenza alla kermesse e nelle trasmissioni a essa dedicate, senza contare il ruolo di autore dell’Eurovision. Ogni voce del libro deve contenere tutti i dati possibili, dalla data di nascita a quella dell’eventuale morte, fino ai punti più salienti della carriera. Avendo collaborato a opere enciclopediche su televisione e cinema, so che è faticoso: è un lavoro creativo, bisogna saper trovare e saper leggere le fonti giuste.

Memorie da Sanremo

Nello sfogliare il libro ci si imbatte in curiose associazioni. Così alla lettera L si possono trovare sia Elettra Lamborghini sia Ute Lemper. A Sanremo ci sono passati quasi tutti, e io non ricordavo, ad esempio, di La Toya Jackson, sorella di Michael, durante l’edizione del 1990 con la versione inglese della canzone di Marcella e Gianni Bella, Verso l’ignoto. Nella pagina a fianco ci sono Enzo e Paolo Jannacci. Un gioco possibile è aprire il libro a caso, vedere quale nome salta all’occhio e cosa ci si ricorda o meno di quella voce. Mi è bastato poi postare la foto del libro su Instagram perché un mio amico di Catania, Carlo Di Bella, mi chiedesse di quella dedicata a Plinio Maggi. Certo che esiste, gli ho risposto: “Nato a Catania il 21 ottobre 1940 † 20 ottobre 2019. Proviene dalla scuola di Elvis Presley ma si orienta ben presto verso un repertorio più melodico. Cantante e autore, dopo una breve carriera che, grazie ai contatti del padre, lo porta a esibirsi alla televisione statunitense, abbandona l’attività e mette a frutto gli studi completati a suo tempo per esercitare il mestiere di farmacista nella sua città.”

Le voci enciclopediche di persone e personaggi del Festival diventano un modo per raccontare cambiamenti sociali e di costume.

Maggi ha gareggiato a Sanremo nel 1966 con Io ti amo, mentre come paroliere ha partecipato nel 1970 con L’addio. Ma perché tanto interesse? chiedo al mio amico. Perché – mi spiega – Plinio Maggi era un’istituzione in città. Era il cantastorie, quello cui andare a chiedere di cantare canzoni che non esistono più e di ricordare un passato che non esiste più. Maggi era famoso anche perché attraversava le strade cittadine a bordo delle sue fenomenali macchine. Almeno una volta l’anno, d’estate, organizzava un concerto al circolo canottieri vestito da Elvis. Dotare di una voce persone note anche per una comparsata a Sanremo permette di scoprire altri intrecci. E così il libro di Anselmi si trasforma subito in un libro di memorie.

Anselmi parte dal lavoro pregresso già fatto per altri libri, ma non sempre è facile, anzi. “La voce più difficile è stata quella dei New Christy Minstrels” mi dice. “Un complesso vocale e strumentale americano, più vocale che strumentale, ma è il primo a suonare degli strumenti sul palco. Partecipano a Sanremo nel 1965 portando con Wilma Goich Le colline sono in fiore e nel 1966 con Bobby Solo e il brano Se piangi se ridi, totalizzando i successi più grandi di quell’edizione. Sono il primo complesso e i primi stranieri a vincere il Festival. Sono nove nel ‘65 e nove nel ‘66 ma solo due membri sono confermati nel passaggio da un anno all’altro. Sai quelle formazioni americane, dove c’è il nome di una band e cambiano i componenti? Ecco. Una voce così è difficile da scrivere perché fondamentalmente è stato impegnativo recuperare le informazioni e i nomi. Di due di loro non so quando siano nati, non so se siano ancora al mondo. Ho impiegato tanto tempo per provare a cercare tutto.”

In alcuni casi si tratta di recuperare vite vissute abbastanza lineari. Molti dei nomi presenti nel libro hanno fatto delle scuole professionali, si sono aperti una loro casa di incisione o hanno iniziato a esibirsi qua e là, e infine sono diventati autori o interpreti di una canzone presentata a Sanremo. Sono voci scritte un po’ in “serie”, e per questo “le più belle da scrivere” continua Anselmi “sono quelle dove puoi mettere qualche dato critico, come per Amadeus. Ho aggiunto ad esempio che è stato capace di essere in sintonia col pubblico, e come la sua affidabilità, anche per gli inserzionisti, sia stata un valore”.

Chi lascia e chi resta

Un altro elemento di continuità, ma di senso negativo, va registrato in molte voci femminili di questo volume: se quelle delle autrici sono pochissime, quelle delle cantanti anche di medio successo – mi spiega Anselmi – spesso si interrompono tutte allo stesso modo, almeno fino agli anni Ottanta: “Si sposano, e si dedicano alla famiglia”. Così queste voci enciclopediche di persone e personaggi del Festival diventano un altro modo per raccontare cambiamenti sociali e di costume. 

Cosa succede dopo che Sanremo è passato? Su dieci che partecipano a Sanremo, da cantanti o autori, solo uno si assicura un successo stabile. Degli altri nove, due continuano a fare il mestiere della musica, ma nelle serie minori. Gli altri sette, invece, lasciano.

Una scoperta è stata quella legata alla figura di Alberto Cavaliere. Anselmi ha scovato nel deposito Siae uno spartito che riportava la sua firma sulla canzone Corde della mia chitarra (che vinse nel 1957, ed era interpretata da Claudio Villa e Nunzio Gallo). Ad Anselmi questa canzone è risultata solo di due autori, Peppino Fiorelli come paroliere e Mario Ruccione come musicista (autore della musica di Faccetta Nera). Anselmi lo ha verificato su altre carte, e ha potuto così inserire la sua voce, avendolo riscoperto come autore di quella canzone. La voce a lui dedicata è, tra l’altro bellissima, perché sembra un romanzo: “Nato a Cittanova (Reggio Calabria) il 19 ottobre 1897 * 7 novembre 1967. Poeta, giornalista e politico italiano noto per la sua capacità di creare versi in rima. Laureato in Chimica, con l’opera Chimica in versi si dedica alla scrittura, alla satira e al giornalismo. Oppositore del fascismo, vive in clandestinità per proteggere la famiglia dalle leggi razziali e nel 1945 pubblica il primo memoriale italiano su Auschwitz. Nel dopoguerra è deputato del PSI (1953-1958), e diventa famoso per le sue interrogazioni parlamentari in versi. È l’unico parlamentare una cui canzone abbia vinto il Festival quando era in carica.”

Sanremo è Sanremo, e ti permette dopo anni di essere citato anche per un solo passaggio nella sua Storia. Ma cosa succede dopo che Sanremo è passato? Ci sono diverse possibilità, mi spiega Anselmi. Su dieci che partecipano a Sanremo, da cantanti o autori, solo uno si assicura un successo stabile. Degli altri nove, due continuano a fare il mestiere della musica, ma nelle serie minori, non in serie A, e allora vivono tra convention, eventi, serate. Gli altri sette, invece, lasciano. Quattro di questi non hanno dei veri rimpianti, sono piuttosto sereni. Tre, invece, di Sanremo non vogliono più sentir parlare, perché troppo alta è stata l’aspettativa e troppo alta, di conseguenza, la delusione. Un contrasto tra aspirazioni e realtà che forse non vale solo per quel palco e le sue canzonette.


Stefania Carini

Si occupa di cultura, media e brand. Collabora con il Post, la Radio Svizzera Italiana, il Corriere della Sera. Ha realizzato podcast (Da Vermicino in poi per il Post) e documentari per la tv (Televisori, Galassia Nerd, L’Italia di Carlo Vanzina). Ha scritto Il testo espanso (Vita e Pensiero, 2009), I misteri de Les Revenants (Sperling&Kupfer, 2015), Ogni canzone mi parla di te (Rizzoli, 2018), Le ragazze di Mister Jo (Mondadori, 2022). Il suo ultimo libro è Il coraggio di Oscar (Mondadori, 2024).

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