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Divagazioni semi-serie

Se la Terra fosse piatta?

Nel grande supermercato digitale, è possibile trovare buone ragioni per qualsiasi ragione del mondo. Vale per i terrapiattisti come per ogni altra comunità. Basta crederci, in fondo.

Viviamo in tempi difficili: la gente non sa a cosa credere, e gli alternativi non sanno più a cosa essere alternativi. Possiamo scegliere tra centomila opinioni diverse su ogni cosa, ma la conclamata bulimia percettiva endemica fa sì che la gran parte delle persone abbia abbandonato il punto di vista generale per rifugiarsi nei rassicuranti feed degli amici sui social. Questo perché ci troviamo sul punto di morte dei media selettivi, e dato che siamo su un sito che si occupa di tv dovrei dirlo con un certo contegno funebre, ma si tratta pur sempre di un sito per cui posso scrivere più o meno quello che voglio.

L’umanità si trova in un lungo flashback dell’adolescenza, di quel momento in cui veniva meno l’autorità genitoriale e si correva tutti al riparo sotto l’autorità di qualche moda o genere musicale. Era molto più limitante, ma anche rilassante, avere media univoci con cui bastava scegliere se essere pro o contro. Si trattava pur sempre di due scelte contro la stressante molteplicità di punti di vista della rete. Molti, presi dallo stesso panico giovanile, si affidano a un’opinione qualsiasi e la difendono strenuamente contro tutti gli altri, e se ci fate caso questo genere di scontro costituisce la gran parte di ciò che viene scritto su internet. Alcune opinioni causano una così grande quantità di discussioni che, se si arriva tardi nella piazza, diventa difficilissimo trovare il bandolo della matassa.

Per trovare il bandolo della matassa

Questa situazione mi è capitata con la teoria della Terra piatta: ne ho sentito parlare per un annetto, e ho rimandato per troppo tempo il momento in cui avrei approfondito, perché non mi pareva un problema impellente. Per quanto ne sapevo, la Nasa avrebbe potuto benissimo dichiarare che da recenti fotografie satellitari la Terra sembrasse effettivamente una pizza, ma a me non avrebbe fatto molta differenza pratica, perché in ogni caso le salite in bici sono sempre faticose allo stesso modo. Quando ho deciso di informarmi, mi son trovato in una selva concitata di opinioni contrarie. Tutti mi mettevano in guardia: non bisogna dare ascolto chi sostiene che la Terra non è tonda. Ma da dove nasce la teoria, su cosa si basa e cosa sostiene? Anche su questo un sacco di invettive, ma pochissime fonti dirette.

Molti si affidano a un’opinione qualsiasi e la difendono strenuamente contro tutti gli altri, e se ci fate caso questo genere di scontro costituisce la gran parte di ciò che viene scritto su internet. Alcune opinioni causano una così grande quantità di discussioni che, se si arriva tardi nella piazza, diventa difficilissimo trovare il bandolo della matassa.

Alla fine, sono dovuto tornare ai vecchi media: non proprio alla televisione, ma a qualcosa di simile, ossia Netflix. C’è un documentario abbastanza moderato da cui si può capire qualcosa su questa popolazione di internet, i cosiddetti terrapiattisti. In fondo non sembrano così minacciosi quanto si diceva, ero stato messo in guardia così tante volte che cominciavo a pensare che fossero un pericolo per l’umanità. A quanto pare stanno abbastanza bene, fanno grossi convegni in cui si trovano tutti insieme e fanno amicizia. Non credo sia una brutta cosa. Qualcuno dei protagonisti del documentario ci ha anche fatto una carriera, e ciò parrebbe avergli migliorato la vita, quindi posso dire tranquillamente: buon per loro, in fondo a me non fa nessun danno. In sostanza, la questione non è tanto chi crede alla cosa giusta o chi crede a quella sbagliata, ma piuttosto: come ti fa stare ciò in cui credi?

Questo è uno dei vantaggi più grossi e meno sfruttati dell’epoca di internet. Oggi si può credere più o meno a qualsiasi cosa. In effetti, non è importante a cosa credi, ma piuttosto come lo fai. Se credi che una cospirazione mondiale stia complottando contro di te, probabilmente l’idea ti procurerà un sacco di ansie (o incazzature, a seconda dei momenti). Vuoi stare così o preferisci essere sereno? Certo che vorrei essere sereno, se non ci fosse quella dannata cospirazione globale! Bene, se sei una mente pratica e ti interessa un risultato concreto e utile, ecco la soluzione al conflitto: scegli un’altra teoria che ti faccia stare bene. D’altronde bisogna ricordarsi che sappiamo ben poco sulla natura della realtà, troppo poco per avere una teoria conclusiva. Passate una serata con un fisico quantistico e ne uscirete almeno confusi – di solito sono nella stessa misura scientifici e pazzi. Se riuscite a capire qualcosa della teoria delle stringhe, arriverete facilmente a concludere che la varietà di scelta sul mercato delle interpretazioni della realtà è molto più vasta dell’intero mercato degli smartphone. E come i telefoni, ciascun modello di realtà ha il suo prezzo e le sue caratteristiche, l’importante è scegliere quello che funziona meglio per te. Per esempio: credere che la Terra sia piatta costa abbastanza in termini sociali (è difficile essere accettati da gran parte della gente) e la visione del mondo non dà grossi vantaggi psicologici. 

Ci sono molte scelte più vantaggiose dal punto di vista psichico. Diversi psicologi hanno constatato che nella terza età, quando si è messi di fronte al dilemma della morte, vive molto più sereno chi crede alla reincarnazione o all’aldilà rispetto a chi rimane fermo su teorie scientifico/materialiste. Queste ultime sono sicuramente più accettabili (almeno dalla nostra parte del mondo) ma decisamente più meste. È fiero morire integerrimi e scientificamente privi di illusioni, ma quanto ci costa la bella figura? E in effetti non possiamo avere prove sicure né da una parte né dall’altra. E se poi quando si muore non finisce tutto e ci troviamo invece nella terra dei Teletubbies? Non sarebbe bellissimo? E chi ci dice che non sia così? Se andiamo a cercare cosa raccontano quelli che sostengono di avere avuto un’esperienza di pre-morte, tutti concordano sul ricordo di una cosa molto rilassante. Ma se siete convinti del contrario, internet vi offrirà sicuramente centinaia di testimonianze sul fatto che la morte è l’ultima atroce sofferenza prima dell’azzeramento della coscienza. E allo stesso tempo, qualsiasi altra credenza (dal Walhalla al Paradiso dantesco) potrà essere supportata da altrettante prove. 

Qualcuno dei protagonisti del documentario ci ha anche fatto una carriera, e ciò parrebbe avergli migliorato la vita, quindi posso dire tranquillamente: buon per loro, in fondo a me non fa nessun danno. In sostanza, la questione non è tanto chi crede alla cosa giusta o chi crede a quella sbagliata, ma piuttosto: come ti fa stare ciò in cui credi?

La profezia che si auto-avvera

È un meccanismo che funziona sempre, per ogni genere di culto o visione del mondo: internet è la profezia che si auto-avvera, e se lasciate i freni dello scetticismo scoprirete quanto è piacevole mollare l’ancora e navigare in mare aperto. Il vento delle opinioni cambia sempre direzione, ma vi basta decidere una destinazione piacevole. Girate la vela dalla parte giusta, e ci arriverete di sicuro.

Un esempio di prima mano: tempo fa ho deciso di scrivere un libro umoristico sul rapporto tra l’hip-hop e gli alieni, cosa che avevo campato per aria perché era divertente. Dopo un mesetto di ricerca, la questione mi è sembrata invece plausibile, e ora ho le prove per sostenere che popoli extraterrestri abbiano insegnato agli umani le arti dell’hip-hop come metodo per raggiungere lo Svago. Il libro è stato pubblicato da Rizzoli, quindi ora posso anche modificare la pagina Wikipedia sull’hip-hop con fonti ritenute attendibili. Non difendo quell’opinione a spada tratta, ma vi confesso che, in giorni mesti, pensare che gli alieni abbiano portato lo Svago all’umanità mi riporta il buonumore. 
Certo, l’opinione più diffusa è che la vita è sofferenza e poi si muore, ed è pieno di gente che vive apposta soffrendo per dimostrare che è proprio così. Di solito ci riescono, perché dopotutto anche quella è un’altra profezia che si auto-avvera. Posso dare ragione anche a loro, come a tanti altri, tanto la ragione è gratis – ma non cambierebbe nulla al bilancio dato che, dal punto di vista costi/vantaggi, si tratta forse della scelta più svantaggiosa. Fate bene i vostri acquisti ragazzi, quando si tratta di visioni del mondo, e trovate quella che vi fa stare più comodi. L’eleganza in questo campo non serve a granché. Io sono convinto che quando moriremo ci reincarneremo in Teletubbies e saremo per sempre felici, e ho tutte le prove per sostenerlo.


Dr. Pira

Giovane promessa dell’atletica, dopo un terribile incidente decide di dedicarsi al fumetto. Nonostante abbia lavorato con numerose riviste, televisione e grandi nomi dello spettacolo (da Luca Guadagnino a Fedez a Elio e le Storie Tese), rimane noto per avere abbassato gli standard tecnici della Nona Arte con I Fumetti della Gleba, il più longevo fumetto online italiano.

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