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Rocco non muore mai (oggi più che mai)

Alle mille vite di Rocco Siffredi la quarantena ne ha aggiunta una: quella di un protagonista degli spazi digitali, prima su Instagram e poi su YouTube, a raccontare il porno ai tempi del Covid-19.

È iniziata (o quasi) con un’excusatio non petita. “Ragazzi, io sono qui a Budapest dove lavoro e abito con la famiglia, ma sono sempre pronto a tornare. Se chi di dovere mi chiama e mi fa partire, io arrivo subito e sono lì da voi, con voi!”. Con tutta l’Italia, sia ben chiaro, oltre l’Abruzzo, che, però, è sempre nei suoi pensieri e motiva mezze frasi e parole in dialetto ortonese, rivendicazione d’identità ma pure formule di augurio con un ché di apotropaico. Rocco Siffredi ha cominciato così, mettendo a tema l’esserci – ma per forza di cose da lontano, dalla Dreamland ceca del porno, quartier generale delle RS Productions –, la sua crociata contro il Covid-19, a inizio marzo sulla propria pagina Instagram, ormai da qualche tempo tra i suoi canali preferiti per parlare con i fan e con chi ha voglia di sentire che cosa ha da dire. E proprio da questo suo speakers’ corner digitale, per inciso, non si era risparmiato nei mesi precedenti, con racconti di sé e della propria carriera, esternazioni e riflessioni sui social media e sulle malattie a trasmissione sessuale, perfino un appello pro Chico Forti alla vigilia di Natale.

Lo scatenarsi autentico della pandemia ha portato un evidente cambio di marcia: con i set chiusi (“atto dovuto, non come altri che invece…”), dalle invettive contro il “virus bastardo” (e anche peggio) si è quasi subito passati alle minacce fisiche (à la Siffredi: “Ce lo inculiamo, il coronavirus!”), in parallelo ai meme altrui con protagonista Rocco che minacciava sodomie a chi non rispettasse la quarantena e le zone rosse. Però, poi, si è palesato il Rocco compagno di clausura (anche se in Ungheria non si stava ancora chiusi in casa e lui non si capacitava della cosa), tutto suggerimenti su come passare il tempo, tra consigli sulla masturbazione (occhio agli eccessi, anche nello sfregare) e riformattazioni contingenti del Kamasutra (et voilà il Coronasutra). Rocco, in t-shirt grigia o nera, dalla cucina o sul divano, un filo di barba appena accennata, l’ombra del naufrago de L’isola dei famosi che fu giusto fuori campo (“Bruce Chatwin versione hardcore”, teorizzò qualcuno), parlava, divagava, chiosava, celiava, ricordava, persino rispondeva alle domande in diretta dei fan, a metà tra Malattie impossibili e Il ginecologo della mutua (versione Aristide Massaccesi/Joe D’Amato, chiaro). Hashtag: rigorosamente #iostoconvoi.

Live streaming

Mancava ancora qualcosa, l’idea giusta per esserci sensatamente e non ripetersi all’infinito (“però, mi chiedete sempre le stesse cose”, sbottando tra il serio e il faceto nei confronti dei fan monotematici), in mezzo a questo florilegio di vip e famosi che hanno sostituito la tv con le dirette streaming sui loro social, da Jovanotti/Fiorello novelli Baden-Powell del pomeriggio a Caterina Balivo Montessori che parla di libri con gli scrittori del Premio Strega (!). Eccola: ogni sera un’oretta buona live con il gotha del porno mondiale, ciascuno dalla sua casetta preservativo in remoto dentro lo schermo, con Rocco intervistatore, ma pure pronubo dei fan che live scrivono in chat domande e richieste e lui le porge da consumato anfitrione. Non più Instagram, ma uno dei suoi due canali Youtube (Rocco’s World Official), dove (quasi) ogni sera alle 21 (“quando uno ha finito di cenare, e vuole rilassarsi”) partiva la videochiamata a Riley Reid, Angela White, Manuel Ferrara, Malena, Nacho Vidal, John Stagliano (!) e chi più ne ha, più ne metta. Il gotha, insomma, anche se qualcuno s’è negato, pur dopo aver detto di sì. E con qualche distinguo, perché, si sa, alcuni hanno i genitali a tassametro: quindi sì Angela White che ha un cuore grande così (“ma così, ma così!”, mimando quanto sta sopra il cuore), no Misha Cross (“che pure reputo una grandissima star”) perché vuole solo il cash, anche solo per stare in videochat con Rocco e i suoi fan.

Ma il format com’era, alla fine? Semplicissimo, quasi warholiano (quello di Empire, non quello di Blowjob): assoluta frontalità, Siffredi in miniatura (per contrappasso?), iconcina ritagliata sulla destra dello schermo con cuffie gigantesche e un tablet in mano, la star di turno a tutto schermo. E poi, batti e ribatti, botta e risposta, complimenti e ricordi (tanti sia gli uni che gli altri). Intorno, poi, la factory di Siffredi, dove ormai si intuisce sempre più forte la presenza dei rampolli avvezzi al digital (Lorenzo, in particolare, vero spin doctor di questa conversione massiccia al digital e ai social), confeziona piccoli video più brevi a partire dai momenti più (s)cult con cui provare a farsi virali.

Ormai idealmente sospeso tra Rocco Papaleo e Raf nella fisionomia e nelle smorfie, Siffredi entertainer 69.0 non è niente male, anzi: fluente nelle lingue (tante, e tutte ben padroneggiate, spesso buffamente incrociate e contaminate; si sa, il porno è il vero esperanto contemporaneo), un colpo al ludibrio dei fan (i trucchi del mestiere, le rivelazioni su certe prestazioni ottime e abbondanti) e un altro alla presentazione contro-intuitiva di sé, con qualche fumosità tipica che funziona sempre (“il desiderio prima di farlo è più bello del sesso, e poi è bello allora anche non farlo!”). Addirittura qua e là è arrivato pure a teorizzare il proprio ruolo in questa nuova avventura: “Ho provato a fare il presentatore dello show, senza però calarmi nelle vesti del presentatore”.

Ogni sera un’oretta buona live con il gotha del porno mondiale, ciascuno dalla sua casetta preservativo in remoto dentro lo schermo, con Rocco intervistatore, ma pure pronubo dei fan che live scrivono in chat domande e richieste e lui le porge da consumato anfitrione. Non più Instagram, ma un canale Youtube (Rocco’s World Official), dove alle 21 (“quando uno ha finito di cenare, e vuole rilassarsi”) parte la videochiamata a Riley Reid, Angela White, Manuel Ferrara, Malena, John Stagliano (!).

Tutto in famiglia

Almeno qui non gli è toccata la parte esiziale del reprobo del porno e dell’abiurante costretto al gran rifiuto, come negli ultimi anni ha dovuto fare nella tv italiana. Poi, certo, il family man ha continuato a proporlo, ogni tanto coinvolgendo la moglie in video deep inside Casa Siffredi (lui e lei che preparano il tiramisù, lui che fa lo smargiasso ma poi non riesce ad aprire bene le uova, lei che sopporta con stoica pazienza). Chi lo sa, magari sono i nuovi Sandra e Raimondo… E quell’oncia di nepotismo esaltato verso i figli non dispiace affatto, perché rientra bene persino nell’idea dell’italiano medio che tiene famiglia. Ovvio, il meglio resta sempre e comunque la diretta streaming con pornostar e affini (sempre visionabile anche ex post): provate quella con Valentina Nappi dalla casa di lei a Pompei, dove si sbanda pericolosamente dalla gang bang a Orban quasi dittatore in Ungheria (“Lo era anche prima”, taglia corto lui, mentre lei provoca…) e alle strumentalizzazioni del #metoo sui set e fuori. Poi arriva il fidanzato della Nappi e lei, su istigazione di un fan via Siffredi, nel deliquio generale, gli lecca un piede. 

Il format com’è, alla fine? Semplicissimo, quasi wahroliano (quello di Empire, non quello di Blowjob): assoluta frontalità, Siffredi in miniatura (per contrappasso?), iconcina ritagliata sulla destra dello schermo con cuffie gigantesche e un tablet in mano, la star di turno a tutto schermo. E poi, batti e ribatti, botta e risposta, complimenti e ricordi (tanti sia gli uni che gli altri).

Dopo due mesi di quest’avventura, in coincidenza con la fase 2 della gestione dell’emergenza Covid-19, è arrivato ora uno stop temporaneo al progetto (con l’idea di tornare a farlo, “sporadicamente”, anche se lo streaming con i fan e le icone del porno, mettendoci dentro il porno sul serio, in maniera interattiva, è una lampadina che si è accesa nella factory, e quindi…). Il soldato Rocco, dopo mesi di trincea in live streaming, torna quindi nelle retrovie del porno, ma “con l’impressione di aver imparato moltissimo”. 

L’ultimo video, “Auguri ragazzi!” – genialmente sospeso tra un dj set di Giorgio Moroder e una confessione da vecchio leone mai domo, con più di un sospetto di (lieve) ubriacatura che rende saggi complice la bottiglia di champagne agitata senza sosta davanti alla telecamera, addosso una maglietta #TogetherWeAreStronger –  è straordinario, soprattutto quando, tra fiumi di parole, Rocco rivela il segreto della sua carriera: “I miei tre motti: passione, umiltà e ironia” (subito finiti anche in esergo al canale Youtube, e pazienza se si sono dimenticati l’accento di “umiltà”). Quasi due ore di Rocco, Unleashed, come direbbero oltreoceano, che parla di tutto a ruota libera, il porno, i colleghi, la vita, i suoi progetti. 

Amen.


Rocco Moccagatta

Critico e studioso di cinema, televisione e new media, analista dei media e insegna Storia del cinema delle origini e classico e Modelli e scenari televisivi e crossmediali nazionali e internazionali presso l’Università IULM di Milano. Da sempre si occupa di generi popolari e di cinema italiano del passato e contemporaneo. Scrive o ha scritto su FilmTv, L’Officiel Homme, Duel/Duellanti, Segnocinema, Comunicazione politica8 ½ , Marla, Nocturno Cinema. Ha appena pubblicato un libro sul cinema dei fratelli Vanzina. È stato ribattezzato “Giancarlo Cianfrusaglie” da Maccio Capatonda e ne va orgoglioso.

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