Nel cinema il tempo è una componente essenziale, spesso però meno visibile dello spazio. Un libro propone un viaggio tra i film attraverso le date che li attraversano, rivelando errori, curiosità e legami nascosti.
Ci sono dei dettagli di film e serie tv a cui raramente si presta attenzione, sia da spettatori che da analisti o studiosi. La data d’ambientazione è uno di questi. Spesso è un’informazione marginale che il pubblico percepisce come rumore all’interno di un dialogo o un’immagine a cui non prestare attenzione, a meno che non sia davvero centrale per la trama. Ma sono casi rari.
L’art director Sebastiano Barcaroli ha avuto l’idea di raccogliere in un libro illustrato 365 (+1) film ambientati uno ogni giorno dell’anno. Il volume si intitola Cinecalendario e quando Sebastiano mi ha coinvolto nel progetto ho pensato che sarebbe stato, tanto per cominciare, più faticoso di quanto sembrava in apparenza (facile trovare un film natalizio, ma ci sono film che hanno al loro interno la data del 3 aprile?) e più che altro un divertissement cinefilo. Nulla su cui filosofeggiare granché.
Alla ricerca della data perduta
In realtà, lavorare a quest’impresa – cercare quindi un momento in cui si vede una data su un giornale, una patente di guida, un calendario da parete, o in cui un personaggio menziona che “mancano 43 giorni a Capodanno” (e queste erano le evenienze più facili) – ha gettato nuova luce sul modo in cui guardo ai film e alle serie tv. A parte aver iniziato a mettere in pausa ogni fotogramma, anche il più frastagliato e subliminale, alla ricerca di indizi, mi ha fatto ragionare sui meccanismi di produzione di queste opere e sui loro significati impliciti, o nascosti. Anche la data più frivola può caricare di significato una scena o stabilire sottili legami con la realtà del pubblico.
I cinepanettoni sono spesso bloccati in ambientazioni natalizie, ma gli autori si facevano spesso tradire dagli oggetti di scena che usavano: i giornali inquadrati in molti cinepanettoni recano quasi sempre la data di agosto o settembre, che è il periodo in cui venivano girati.
Ho notato per esempio che le date sono spesso una contingenza fisiologica, legata cioè al momento in cui stanno avvenendo le riprese. Vi cito un caso: apprezzo Harry, ti presento… Sally. No, non lo apprezzo, mi piace molto. Volevo a tutti i costi riuscire a inserire uno dei miei film preferiti – ma in generale uno dei più rappresentativi nel genere della commedia romantica – in una data che non fosse Capodanno. Nella storia infatti vediamo i protagonisti festeggiare non una, ma ben due volte il passaggio all’anno nuovo. Quello sarebbe stato facile, quindi ho cercato di capire se si riuscivano a individuare altre date.
Il film offre qualche spunto in effetti: all’inizio, quando vediamo Harry e Sally incontrarsi e scontrarsi in varie fasi della vita, c’è una scena ambientata durante un volo di linea in cui un signore seduto a fianco a Sally legge un giornale. Ho provato in ogni modo a riconoscere il titolo di una delle notizie ma nemmeno l’intelligenza artificiale ha saputo ricostruire le lettere mischiate alla grana semovente della pellicola; più avanti, il protagonista va a vedere una partita di football e per un istante la regia stacca su un filmato d’archivio in cui compaiono i giocatori di una delle squadre. Impossibile risalire alla partita senza sapere contro chi giocavano (anche perché poi ho scoperto che avevano usato filmati provenienti da più partite).
La storia, dicevo, attraversa due volte le festività natalizie, ma purtroppo nessuno esclama “mancano tre giorni a Natale” e l’ambientazione resta troppo generica per puntellare un giorno preciso. A un certo punto, Harry e il suo amico si fermano a prendere un hot dog e dietro di loro compare un chiosco di giornali. Dato che la troupe girò quella scena in un vero angolo di New York, ci sono diverse testate famose in bella mostra, basta andare nei loro archivi e fare una ricerca. Nulla da fare anche in quel caso: le testate sono tutte settimanali, o peggio mensili, quindi non è detto che siano uscite proprio in quel giorno come un quotidiano. In più, quelle settimanali svelano un piccolo errore di continuità. Recano tutte la data di fine ottobre 1988, che è il periodo in cui girarono la scena, ma in quel momento del film è appurato che è già dicembre.
Errori così sono all’ordine del giorno. Vacanze di Natale è pieno di personaggi che leggono, gossip e testate sportive, soprattutto. C’è perfino una famosa scena che coinvolge una rivista, quella in cui la domestica di casa Covelli elenca al capofamiglia il palinsesto televisivo delle feste (e fa un gioco di parole tra Natale in casa Cupiello e il cognome Covelli). La donna ha in mano una copia di TV Sorrisi e Canzoni che, grazie alla copertina visibile, si nota essere uscita nella settimana dal 30 ottobre al 5 novembre 1983, in aperto contrasto con il suo presunto contenuto. Il filone che sboccerà da Vacanze di Natale, quello dei cinepanettoni, è spesso bloccato in ambientazioni natalizie, per forza di cose, ma gli autori si facevano altrettanto spesso tradire dagli oggetti di scena che usavano: i giornali inquadrati in molti cinepanettoni recano quasi sempre la data di agosto o settembre, che è il periodo in cui venivano girati.
E lo stesso vale per le pellicole italiane che poi uscivano nei cinema a dicembre, come Il vedovo di Dino Risi, in cui vediamo il protagonista incarnato da Alberto Sordi leggere un quotidiano di metà settembre, o Compagni di scuola. La commedia di Verdone inizia con delle scene che introducono i personaggi, ognuno diretto alla villa dove si tiene la rimpatriata di classe. Mauro Valenzani, il politico interpretato da Massimo Ghini, sta leggendo un Corriere della Sera di fine settembre. Grazie all’archivio del quotidiano, e al fatto che si legge bene il titolo di una notizia, trovare la data di queste scene è stato (per così dire) semplice.
Di indizi e archivi
Gli archivi sono stati un aiuto fondamentale anche per ricerche meno intuitive di questa: in Nuovo Cinema Paradiso, un cinema siciliano del secondo dopoguerra è il luogo attorno cui ruota tutta la trama, incentrata sulla formazione di un ragazzino che stringe amicizia con un burbero proiezionista. In quella sala, però, non vengono mostrati solo film ma anche programmi televisivi, come il popolare Lascia o raddoppia?. In una scena si vedono dei brevi frammenti in cui si annuncia il numero della puntata e viene introdotto uno dei concorrenti, Luigi Gaddini, appassionato della Divina Commedia.
Sarebbero frammenti con cui non combinare nulla, se non fosse che il Corriere della Sera, all’epoca, dedicava ampio spazio alla trasmissione, riassumendo ogni puntata come si farebbe con una serie televisiva molto seguita. Grazie agli archivi del quotidiano, è stato abbastanza facile estrapolare la data attraverso gli indizi forniti. Pensare che oggi venga pubblicato un recap per ogni puntata de La ruota della fortuna è fantascienza, ma tale era il livello di interesse per la trasmissione condotta da Mike Bongiorno – un dato banale per chi ha un po’ di memoria storia o di conoscenza della Storia della televisione, ma sorprendente per gran parte degli under 40.
Quando non sono date private, ci pensano le festività pubbliche, di qualsiasi cultura rappresentata nella storia, a dare un evidente significato e spesso sono il perno attorno a cui ruota la trama, per sintonia o in contrasto.
Ci sono delle date che, quando non sono storiche, significano comunque qualcosa, anche se noi non lo sappiamo. Per esempio, Il quinto elemento ed Hellboy sono due film al cui interno compaiono date di nascita dei protagonisti che sono anche i compleanni dei rispettivi registi (Luc Besson e Guillermo Del Toro), a indicare che forse quei personaggi sono più vicini al cuore dei loro autori di tutti gli altri – o che forse un po’ di egocentrismo ha fatto lo sgambetto alla creatività. In fondo non c’è da biasimarli se, messi di fronte alla possibilità di scegliere una data che abbia un significato, che non sia un giorno a caso estratto a sorte dal calendario, gli autori hanno puntato sul personale.
Quando non sono date private, ci pensano le festività pubbliche, di qualsiasi cultura rappresentata nella storia, a dare un evidente significato e spesso sono il perno attorno a cui ruota la trama, per sintonia o in contrasto (le ricorrenze non rendono forse le storie tristi ancora più tristi? Natale, Capodanno, l’epifania, il 4 luglio, Ferragosto, Halloween, Ognissanti sono giorni ricchi di film, perfino troppi, e identificarli è immediato. Ma il primo (o l’ultimo) giorno di scuola? E le feste che cambiano giorno da un anno all’altro? In quei casi è bastato sommare gli indizi: non viene mai citata alcuna data nel film Notte prima degli esami, ma il film si apre con la scritta in sovraimpressione “giugno 1989” e una scena ambientata nell’ultimo giorno di scuola di un liceo romano. Una rapida ricerca online ha aiutato a risolvere il mistero.
Broadway Danny Rose, una delle migliori prove di Woody Allen in triplice veste di regista, sceneggiatore e attore, si chiude con i personaggi mentre festeggiano il Giorno del ringraziamento, che però è una festa mobile, visto che cade il quarto giovedì di novembre. Per fortuna nel corso del film vediamo il protagonista attraversare la strada e superare un cinema che aveva in cartellone due film grazie ai quali è stato facile individuare l’anno, e dunque il giorno, di ambientazione.
Alla fine di questo gioco tra date, giornali, calendari e festività, la sensazione è che l’ambientazione temporale, pur essendo spesso trattata come un dettaglio, dica molto più di quanto sembri. Le date sono punti fermi dentro una finzione che scorre, appigli che spesso non notiamo ma che contribuiscono a costruire la credibilità del mondo rappresentato. In fondo, ogni storia ha bisogno di un tempo tanto quanto di un luogo: è solo che, quasi sempre, lo diamo per scontato.
Andrea Fiamma
Si occupa di fumetti, cinema e televisione. Ha scritto su Fumettologica, Domani, Linus, Rivista Studio, Mangasplaning e The Comics Journal; ha firmato i libri 50 manga da leggere almeno una volta nella vita (Newton Compton, 2021), Giorgio Cavazzano: Oltredisneyano (Comicon edizioni, 2023), Il grande libro dei quiz sulle serie TV (Newton Compton, 2022) e Cinecalendario (Burno, 2024): ha collaborato con il Salone Internazionale del Libro di Torino, Lucca Comics & Games e il Comicon di Napoli.
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