Questa volta il Dr Pira ci fa capire l’Amore a partire da Love, la serie creata da Judd Apatow. La nostra vera educazione sentimentale, da Abelardo ed Eloisa a oggi.

Una delle cose che da ragazzino non sono mai riuscito a spiegarmi è la guerra fredda. Bisogna ammettere che chiunque abbia inventato il termine non ha avuto una bella trovata. A scuola ci insegnavano che nelle guerre bisogna sparare alla gente e bombardare le cose, ma fuori non c’erano spargimenti di sangue, e neanche regnava la pace. Speravo che alla fine del corso di studi qualcuno mi chiarisse ufficialmente le idee, ma siamo arrivati a malapena alla Seconda Guerra Mondiale, che era una delle guerre in cui ancora si ammazzava un sacco di gente. Tempi facili, quelli.

In compenso, ricordo una lunga parte di letteratura sull’opposto della guerra: l’amore. E devo ammettere che le saghe dell’amor cortese mi risultarono altrettanto incomprensibili. Non c’era un corrispettivo né nella mia personale situazione, né nella realtà che osservavo all’esterno. Dentro di me c’era una guerra: desideravo concupire ogni ragazza carina, e al contempo non mi sentivo all’altezza.

Lo storico Henry Adams ha descritto il dodicesimo secolo come “totalmente folle”: sosteneva che è sufficiente contare quanti edifici sacri furono innalzati. Tra il 1100 e il 1200, solo in Francia, sono state costruite più di 500 chiese e 80 cattedrali, con una spesa che, in base a una stima di fine Ottocento, sarebbe superiore a cinque miliardi di franchi – e oggi equivarrebbe a diecimila milioni di dollari. Si può dire che in nessuna epoca moderna c’è mai stato un tale sforzo economico, se non per le guerre. Nessuno pensava più di entrare in un ordine ecclesiastico per vocazione o per sincero fervore, ma solo per lavoro. Questo si rifletteva anche sulle consuetudini sociali. L’unica forma di amore contemplata era quella del matrimonio, e questo era un contratto sociale che serviva a unire legalmente i patrimoni di due famiglie in un unico investimento. Sono bastate un po’ di generazioni in questa situazione per dimenticarsi totalmente che oltre all’accordo economico ci poteva essere qualche forma di emotività.

Oggi ci sembra assurdo, ma il semplice moto di attrazione che può legare due persone di sesso opposto non era contemplato come una cosa sana e spontanea. Ciò non toglie che le persone provassero ancora sentimenti simili. Il problema era quando questi erano manifestati all’esterno. Mettiamo che un tale Abelardo vedesse passare Eloisa per strada, e sentisse una forte attrazione per lei. Abelardo ha già la sua promessa sposa da quando aveva nove anni, ciononostante cerca di confessare i suoi sentimenti a Fulberto: “Fulberto, vedi quella ragazza? Vorrei stare vicino a lei, toccarla, baciarla”. “Ma perché, Abelardo? Hai già una sposa”. “Non so, sento che vorrei essere vicino a lei e farci delle cose, non riesco a spiegarti bene”. “Abelardo, sei chiaramente posseduto da qualcosa”. Se fosse stato oggi, gli avrebbe prontamente consigliato un bravo psichiatra.

Il problema era di ordine pratico: non si possono descrivere i sentimenti in termini razionali. Non c’è modo di comunicarli tramite spiegazioni. L’unico modo di far provare un sentimento a qualcun altro è farglielo vivere, e il modo più pratico per farlo è raccontare una storia. Le storie che ti prendono sono quelle dove riesci a identificarti con il protagonista, a provare le sue stesse sensazioni.

Ecco quindi cos’è che nessuno mi aveva mai fatto notare delle saghe dell’amor cortese: erano ottimi strumenti. “Fulberto, sono attratto da Eloisa”. “Ma sei già promesso sposo, per quale motivo ti attrae quell’altra? Non è normale”. “Hai visto la serie, quella là che cantano in giro, Tristano e Isotta? Mi sento come Tristano”. “Ah! Potevi dirlo prima! Allora vai, non vorrai mica finire come lui!”. E da lì nasceva una svolta sociale, un’alternativa al matrimonio istituzionale aveva finalmente gli strumenti per diffondersi. Era ovvio che non potessi capire quella letteratura ai tempi del liceo: non era rivolta a me, al mio periodo storico. Ogni epoca deve avere la sua epica.

Un tempo c’erano i trobador con le loro saghe, oggi abbiamo mezzi più comodi, come le televisioni e le serie televisive. Una in particolare parla dell’argomento, l’intento è chiaro dal titolo: si chiama Love.

Parrebbe che chi l’ha scritta abbia ben chiaro l’intento pratico delle saghe dell’amor cortese, e allo stesso tempo sappia in che epoca viviamo. È palese che gran parte dei film romantici sono privi di questa lucidità, e per questo siano ascrivibili più che altro al genere della fantascienza utopica. Credo sia giusto e sano riconoscerlo: le forme ufficiali di relazione, come il matrimonio e il fidanzamento, sono oggi guerre tra i sessi a scopo predatorio. Tocca ammetterlo, tutti abbiamo bisogno di qualcosa: confidenza, sicurezza, sesso, conferme, figli, o se non altro compagnia. Nella nostra società ci sentiamo disinvolti, ma il marchio del fallimento è la mancanza di rapporti sessuali. Saremmo pure individualisti, ma una delle sconfitte più temute rimane quella di morire soli. Per questo, più si va avanti con l’età, più sembra inevitabile l’atto di firmare un armistizio. L’epica amorosa di oggi deve darti gli strumenti giusti per combattere, per fare in modo di uscirne vincitori, o per lo meno accompagnati.

Love fa esattamente questo, è un ottimo manuale in forma narrativa. Si parte dalle tecniche di base da applicare agli inizi, come mostra il tuo lato debole e delimita il tuo territorio. Quando il partner è rassicurato, effettua negoziazioni in cambio di una promessa di continuità del rapporto. A rapporto avviato, quando il partner abbassa la guardia, puoi alzare la posta in gioco con la minaccia di mettere fine alle transazioni di scambio. Allora otterrai quello che vuoi con continuità. Funziona quasi sempre perché, proprio come tu stai cercando di predare qualcosa, così sta facendo anche l’altro. Delle volte ci si può addirittura mettere d’accordo, ed ecco l’amore di cui si parla in tante canzoni: la situazione in cui gli scambi funzionano e i due eserciti sentimentali sono in equilibrio.

Ecco, sicuramente stai pensando che a scrivere queste righe è un mostro anaffettivo con seri problemi. Ma ricorda, prima delle saghe di Tristano e Isotta era abbastanza comune pensare che quelli in preda a una sana libido fossero posseduti dal demonio. Prima di esser messo al rogo, posso difendermi così: penso queste cose di molti rapporti standard che ereditiamo dalla società, ma credo nell’Amore Universale. Un’alternativa è possibile. Per avere una relazione sincera e godibile bisogna arrivare alla situazione in cui si ha bisogno di poco o niente. Solo allora smetteremo di vedere l’altro come preda (o “qualcuno che ci completa”, per dirla meglio), e scopriremo cose più profonde e interessanti. Non so se a questa cosa sia necessario dare un nome diverso da “fidanzamento” o “matrimonio”.

Purtroppo Love non ci dice come fare. Esiste una sola serie che mostra questa realtà utopica, una società in cui tutti hanno sublimato i bisogni e vivono in uno stato di amore superiore. Sono i Teletubbies. Oggi fanno ancora paura, perché aprirsi totalmente al sentimento può essere un’esperienza inizialmente tremenda. Ma quando finiranno i conflitti su questo pianeta, tutte le serie saranno così.