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Immaginari

Jane Austen, una di noi

Il successo contemporaneo di Jane Austen testimonia una straordinaria storia di riadattamenti e trasposizioni, ma anche il carattere intimamente innovativo della scrittrice: mematrice d’antan, pionera della rom-com e delle aesthetics bucoliche.

Su TikTok c’è una creator che reinterpreta i capolavori del cinema e della letteratura realizzando brevi video permeati di atmosfere vintage-pop, all’intersezione tra i Tenenbaum e Bridgerton. Con i suoi cortometraggi, Madelaine Turner costruisce parodie romantiche e accattivanti che giocano sul rimescolamento di immaginari e registri storicamente distanti tra loro: in un video per esempio, Veruca Salt, la facoltosa e viziatissima ragazzina de La Fabbrica di Cioccolato, diventa la protagonista di una cruenta fiction gotica, mentre in un altro la serie tv anni Duemila Gossip Girl viene reimmaginata nelle ambientazioni di Harry Potter (trasformandosi in Godric Girl) e lo stesso succede alle spietate ragazze popolari di Mean Girls, che in un trailer parodistico si trasformano nelle Contemptible Ladies di un teen drama in stile Reggenza inglese. È proprio quest’ultima epoca a rappresentare una costante nei video di Turner e non è un caso che alcuni dei suoi contenuti più virali facciano esplicito riferimento ai mondi letterari di Jane Austen, la scrittrice che più di tutti è diventata simbolo di quel periodo storico: Emma mia, un cortometraggio che fonde il musical Mamma mia con la celebre opera letteraria Emma e Swipe and Prejudice, una campagna pubblicitaria per Apple Books in cui la protagonista affronta una serie di appuntamenti drammatici per trovare finalmente l’amore dove non se lo aspettava.

In un’intervista su Paper Magazine, Turner ha ammesso la sua profonda ammirazione per la scrittrice del tardo Settecento, sottolineando come le sue opere conservino ancora una straordinaria attualità per il modo in cui indagano le dinamiche sociali e interpersonali al centro dei rapporti umani e della comprensione dell’identità femminile. Turner, ovviamente, non è l’unica a pensarla così, perché a quasi 250 anni dalla sua nascita, Jane Austen è ancora una delle figure culturali più influenti e ammirate di tutti i tempi, non solo in ambito letterario ma anche e soprattutto nella dimensione audiovisiva, dove le generazioni più giovani trasformano le sue opere in una fonte inesauribile di nuove narrazioni, estetiche e meme.

Started from the Hampshire now we here

Non si può analizzare il rapporto tra l’eredità di Jane Austen e i linguaggi del web senza prima dare uno sguardo all’universo di trasposizioni cinematografiche dedicato ai romanzi della scrittrice. I primi adattamenti per il cinema si hanno già negli anni Quaranta, ma le radici del suo successo nell’immaginario della cultura di massa occidentale vanno ricercate nelle trasposizioni prodotte a partire dagli anni Novanta (la scrittrice troverà la sua strada anche nei grandi schermi di Bollywood e di paesi come il Giappone, la Turchia, la Corea e la Cina, ma qui ci limiteremo alle rappresentazioni hollywoodiane).

Le trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Jane Austen realizzano la perfetta rom-com d’epoca: al posto di New York ci sono Bath o l’Hertfordshire mentre, invece di rincorrersi tra i gate di un aeroporto, i protagonisti si avvolgono in baci appassionati sotto la fredda pioggia della campagna inglese.

Dal 1995 a oggi possiamo identificare quattro film che si sono dimostrati particolarmente rilevanti nel sancire la nuova autorità contemporanea (e in un certo senso “pop”) di Jane Austen: Ragione e sentimento (1995) diretto da Ang Lee, con Emma Thompson, Kate Winslet, Hugh Grant e Alan Rickman; Orgoglio e pregiudizio (2005) diretto da Joe Wright, con Keira Knightley e Matthew Macfadyen; Emma (2020) diretto da Autumn de Wilde, con Anya Taylor-Joy e Johnny Flynn e Persuasione (2022) diretto da Carrie Cracknell, con Dakota Johnson e Cosmo Jarvis. Senza nulla togliere alle altre produzioni cinematografiche e alle numerosissime serie tv che, nel corso dei decenni, hanno contribuito ad alimentare l’interesse del pubblico per l’universo austeniano, sono queste quattro opere a rivelare la perfetta equazione tra romanzo ottocentesco e rappresentazione contemporanea. Il successo di Ragione e sentimento è abbastanza emblematico: con sette nomination agli Oscar, il film scritto e recitato da Emma Thompson mostra protagoniste più smaliziate e audaci delle loro versioni romanzesche (soprattutto i personaggi di Marianne e Margaret Dashwood), inaugurando una stagione di attenti rimaneggiamenti delle opere di Jane Austen finalizzati a rendere i personaggi femminili e loro storyline veicolo di attitudini e problemi contemporanei, oltre di un romantico fascino d’epoca. Il lavoro di Thompson segna un punto di non ritorno: dagli anni Novanta, il carattere ironico e irriverente delle eroine austeniane sarà sempre più accentuato, così come il sapore sarcastico e provocatorio di alcuni ritratti sociali e la bellezza esasperante dei suoi protagonisti, che oltre tutto porterà una nuova ventata di sensualità alle opere di Austen. Il risultato è la perfetta rom-com catapultata in un sogno d’epoca: ogni pellicola racconta la storia una giovane ragazza diversa dal coro, spesso incompresa dalla propria famiglia, che affronta i piccoli e grandi drammi della crescita in una società governata dal denaro e dallo status quo per trovare finalmente il lieto fine in un amore inatteso, tra le braccia di un uomo affascinante e facoltoso che l’ha sempre amata senza riuscire a esprimere il suo sentimento. L’unica differenza è che al posto di New York ci sono Bath e l’Hertfordshire e invece di rincorrersi tra i gate di un aeroporto per dichiararsi amore eterno, i protagonisti si avvolgono in baci appassionati sotto la fredda pioggia della campagna inglese.

Ma non sono solo i film di Jane Austen ad assomigliare sempre di più alle rom-com hollywoodiane: sono le rom-com stesse a trarre ispirazione dai romanzi di Jane Austen. Due pellicole su tutte: Ragazze a Beverly Hills (1995), adattamento contemporaneo di Emma e Il Diario di Bridget Jones (2001), basato sulle dinamiche di Orgoglio e pregiudizio. Grazie a questi due film, la rinascita di Jane Austen è completata. In un’intervista per la casa d’aste Sotheby’s, Helen Fielding, regista di Bridget Jones, confessa senza troppi giri di parole di aver esplicitamente rubato la trama al libro: “Quando ho letto Orgoglio e pregiudizio era la prima volta che mi imbattevo in una donna così indipendente, spiritosa e irriverente, in grado di opporsi agli uomini prepotenti”. È incredibile pensare come, a due secoli di distanza, Jane Austen abbia contribuito alla nascita di un modello di eroina contemporanea che conosciamo così intimamente e che ancora oggi continua a parlare alle nuove generazioni. È forse questo uno dei più grandi regali che ci ha fatto la ragazza dello Hampshire, ma non è tutto. Come sottolinea l’esperta di letteratura internazionale Kalika Sands nella stessa conversazione con Fielding, il segreto del successo immortale di Austen sta soprattutto nel fascino universale delle sue storie, oltre che nelle dinamiche romantiche e nella costruzione delle sue protagoniste. È l’universalità, spiega, “che rende il suo corpo di lavoro così adatto all’arrangiamento e alla reinvenzione”. E non c’è luogo più favorevole alla reinvenzione dello spazio online.

Memes-field Park

Su TikTok non è solo la creator Madelaine Turner a creare video ispirati ai romanzi e alle atmosfere di Jane Austen. La community #AustenTok vanta più di 50 milioni di visualizzazioni, mentre gli hashtag #janeausten e #prideandprejudice superano entrambi il miliardo. Complice la scelta di TikTok di inaugurare il suo Club del libro, nel 2022, iniziando proprio da Persuasione, che in quelle stesse settimane esordiva al cinema nella versione di Carrie Cracknell con Anne Elliott interpretata Dakota Johnson (in cui il processo di “genz-izzazione” di Jane Austen è talmente estremo da aver portato parte del pubblico a storcere il naso).

Dopo Shakespeare, Jane Austen è la voce della letteratura classica più “memata” di sempre. I temi dei suoi romanzi permettono agli utenti di confrontarsi con ironia su questioni come i ruoli di genere, le norme sociali e il consenso sessuale prendendo ispirazione dal linguaggio affilato e tagliente della scrittrice.

In ogni caso, Jane Austen è diventata la regina indiscussa di TikTok: le bookinfluencer sfoggiano i volumi delle sue opere accuratamente impilati consigliando al pubblico le letture da cui iniziare, le citazioni su cui soffermarsi o condividendo riflessioni inedite sui personaggi più emblematici; altre utenti cercano di riproporre lo stile e il make-up delle sue protagoniste, mentre sono migliaia i video dedicati alle vibes e alle aesthetics che il mondo austeniano rappresenta così bene. La rinascita di una generica fantasia bucolica a seguito dell’esperienza del lockdown e il crollo dei miti legati al piacere della vita urbana, a vantaggio di comunità più contenute e a contatto con la natura, ha portato anche il web a reagire contrapponendo allo spazio “freddo” del digitale, spesso dominato da moda e design contemporanei, una nuova ondata di rappresentazioni che celebrano l’idillio di una “vita d’epoca” agreste. È qui che torna l’universalità di Jane Austen: alle rom-com e alle sue protagoniste indipendenti si aggiunge ora il fascino delle estetiche Cottagecore, Royalcore e Romantic Academia, che nei video-collage delle utenti rappresentano al tempo stesso spazi di immaginazione alternativa e nuove tendenze consumiste, tanto che ora anche Shein ha iniziato a vendere grembiuli in lino con volant e abitini in stile Regency.

E poi ci sono i meme. Quelli, ovviamente, non sono solo su TikTok ma ovunque: Facebook, Instagram, Pinterest, Reddit. In uno studio pubblicato verso la fine del 2023, un gruppo di ricercatori di Cambridge ha analizzato il successo di Jane Austen nella meme culture delle nuove generazioni dopo aver osservato che si tratta della seconda voce della letteratura classica più “memata” di sempre (il primo, ovviamente, è Shakespeare). Ed è proprio così: il web pullula di meme dedicati ai romanzi della scrittrice e all’esperienza di lettura, oppure di meme che mettono in relazione situazioni di vita contemporanea con i drammi ottocenteschi dei personaggi e, infine, di meme su Mr. Darcy. È lui uno dei più grandi protagonisti della memification di Jane Austen, dalla celebre scena della mano che si flette (hand flex) nella versione interpretata da Matthew Macfadyen ai meme dedicati a Colin Firth, che tra il riadattamento del ‘95 della BBC e la sua interpretazione ne Il diario di Bridget Jones è diventato l’emblema indiscusso della “darciness”, al punto che anche il Jane Austen Centre di Bath pubblica meme sull’assoluta superiorità del suo personaggio.

Secondo lo studio sarebbero diversi i fattori culturali ad aver contribuito a questa nuova Austenmania. Anzitutto, i grandi temi dei suoi romanzi – come l’amore, il matrimonio, i codici di comportamento e il desiderio – permetterebbero al pubblico di confrontarsi con ironia, facendo parallelismi audaci tra le diverse epoche, su questioni come i ruoli di genere, l’adesione alle norme sociali e il consenso sessuale; in secondo luogo, sarebbe proprio il linguaggio affilato e tagliente della scrittrice a ispirare naturalmente la produzione di nuovi contenuti, con le sue critiche sarcastiche che già due secoli fa provocavano nel pubblico reazioni molto simili a quelle dei meme oggi.

Il mio meme preferito su Jane Austen mostra una recensione da una stella di Orgoglio e pregiudizio su Amazon, in cui si legge: “just a bunch of people going into each other’s houses”. Si tratta di una critica a suo modo corretta che, senza volerlo, mette in luce alcuni degli aspetti più brillanti dei ritratti che Jane Austen ci restituisce dell’età georgiana: l’estenuante ripetitività delle convenzioni sociali, la rigidità delle classi, i confini imposti alla libertà femminile, tutti costumi che la scrittrice ha saputo deridere con umorismo ed eleganza. E chissà che cosa direbbe di noi se fosse qui oggi, just a bunch of people going into each other’s profiles.


Priscilla De Pace

Scrive di cultura digitale e società. È autrice della newsletter Una goccia e del saggio Al centro dei desideri. Consumo, nostalgia, estetiche digitali pubblicato per la collana Quanti di Einaudi (2023).

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