TikTok Sorrisi & Canzoni Vol. II
Pulizie cimiteriali
Pulire come forma di spettacolo e di promozione. TikTok porta l’immaginario delle televendite a un nuovo livello, trasformando lo sporco, il degrado e perfino la morte in occasioni per mettere in scena il potere dell’algoritmo.
TikTok non è altro che la versione in fast forward delle tv locali, dove andavano forte le televendite, soprattutto quelle dove si testavano i prodotti per le pulizie. C’era il panno in microfibra che lucidava qualsiasi superficie con una sola passata, la minacciosa scopa rotante e la pasta detergente “universale” capace di sbiancare anche il fondo di una padella carbonizzata. A distanza di quarant’anni, su TikTok continuano a spopolare stracci miracolosi, scope rotanti e impiastri sbiancanti. L’unica differenza è che, mentre una volta c’era un televenditore per tutti, oggi c’è un content creator diverso per gli stessi tre prodotti.
CleanTok è popolato soprattutto da donne con sindrome ossessivo-compulsiva esibita e messa al servizio dei fanatici dell’ASMR. Da non confondere con l’estetica clean girl che invece è un trend beauty, nato sempre dalla piattaforma cinese: si tratta in questo caso di un makeup così prodigioso da sembrare inesistente. L’obiettivo è dare l’impressione che la pelle perfetta e luminosa, le guance rosse e le labbre rimpolpate siano un dono della genetica, e non il risultato di skincare, makeup e filtri di bellezza. Tornando, invece, alle vere protagoniste delle pulizie, le più spettacolari si trovano sotto l’hashtag #limpeza: creator provenienti da paesi dell’ex impero coloniale spagnolo e portoghese, che trasformano le faccende domestiche in uno spettacolo coreografico. Puliscono indossando tacchi vertiginosi e vestitini a fiori, con manicure impeccabili e viso concentrato. Spesso nei video salutano il marito quando esce per andare al lavoro, tornano a dormire sull’amaca e poi iniziano a pulire soltanto mezz’ora prima del suo rientro.
Naturalmente in un montaggio accelerato che comprime ore di fatica in sessanta secondi di pura adrenalina. Volano secchiate d’acqua sui pavimenti e i sanitari, litri di detergente che fanno schiume blu elettrico e verdi fluorescenti. Strofinano con tale energia da dare l’impressione di voler eliminare non solo lo sporco, ma anche il malocchio dallo spirito dei loro antenati. Le loro case, spesso, sono ancora in fieri, con il cemento a vista e le pareti non rifinite. Ma questo non le scoraggia: se c’è una superficie, quella superficie verrà lavata, anche il cemento armato.
La content creator pulitrice più famosa si chiama proprio The Clean Girl e ha 6 milioni di follower. Il suo vero nome è Stacey Habecker, americana con il tipico aspetto della cheerleader: bionda, coi codini, atletica, vestita in leggings neri e top fucsia. Solo che lei non pulisce case e pavimenti, ma tombe in pessimo stato. Regina del rage baiting lo è un po’ anche lei. All’inizio, la community di TikTok era sorpresa e sconvolta da questa ragazza tutto pepe che, giuliva, si metteva a strofinare tombe malandate in cimiteri monumentali, portandosi dietro scopettoni e stracci, un’idropulitrice, vanghe per rimuovere la vegetazione incolta e pennelli per ridipingere i nomi scoloriti di persone morte di malaria nell’Ottocento. Ufficialmente lo fa “in memoria”, come un’opera caritatevole in ricordo di un defunto che ormai non ricorda più nessuno. Poi, però, nella bio di TikTok compare il link al suo prodotto di punta, la Magic Foam, una schiuma rosa fucsia con cui sbianca marmi antichi scuriti dalle intemperie e dall’incuria. “You saw the video. It’s real”, recita lo slogan.
Dopo qualche mese dalla sua comparsa, la community di TikTok ha smesso di indignarsi. Pulire le tombe di perfetti sconosciuti per creare contenuti è ormai diventata una delle tante cose normali che accadono su quell’app del demonio. E così la Clean Girl ha dovuto alzare la posta e nei video hanno iniziato a comparire fenomeni paranormali: ombre spettrali tra la vegetazione, scopettoni che si spostano da soli, statue della Madonna che alzano gli occhi al cielo. Lei non si è mai scomposta e ha continuato imperterrita la sua opera di marketing cimiteriale a fin di bene, armata della sua immancabile Magic Foam rosa.
Spesso un account diventa di successo perché rappresenta il perfetto crossover tra più tendenze. In questo caso, la mania della pulizia si fonde con il lato mortuario di TikTok: un luogo dove la morte ha smesso di essere un tabù ed è tornata a far parte del discorso pubblico. Sono centinaia i content creator che si aggirano tra i cimiteri, figure familiari ormai persino ai fantasmi. Tutti condividono un obiettivo comune, ricordare i defunti. C’è chi pulisce le tombe e cambia i fiori (senza essere spettacolare come la Clean Girl), chi lascia “caramelle” o pietre, chi invece scava nelle storie personali di chi non c’è più. Alcuni creator vanno alla ricerca delle tombe di personaggi famosi: tra le più visitate ci sono quelle di Marilyn Monroe e di Elvis Presley, ma anche quelle legate a casi di cronaca più recenti, come Giulia Cecchettin e Sarah Scazzi. La Beccamorta, invece, si è specializzata nelle tombe antiche: ricostruisce le vite dei defunti e cerca di capire le circostanze delle loro morti consultando i giornali dell’epoca. Alla fine, CleanTok ci racconta di questa ossessione contemporanea: pulire ciò che il tempo rovina, lucidare ciò che lentamente annerisce, rimettere ordine anche dove l’ordine è ormai inutile. Il pavimento sporco, la tomba dimenticata, il corpo che invecchia: tutto diventa una superficie da trattare, un pulire, con un prima e un dopo da mostrare all’algoritmo.