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Una ricca produzione

Il principale punto di forza dell’audiovisivo turco è costituito senza dubbio dal drama originale, una produzione che affonda le radici nel modello della soap opera ma lo arricchisce con valori produttivi elevati, narrazioni stratificate e una temporalità di messa in onda basata su appuntamenti settimanali, visti ogni volta da milioni di persone. Accanto allo strepitoso successo in patria, anche il resto del mondo si è accorto ormai di questi contenuti originali. Titoli come Il secolo magnifico, Forbidden Love, Noor o Broken Pieces hanno seguito rotte impensate, approdando non soltanto in tutto il Medio Oriente o nella vicina Grecia, ma anche nel resto dell’Europa (Germania, Francia, Ungheria, qualcosa anche in Italia) e persino in America Latina, la culla del genere. Alcune società di distribuzione, come Global Agency o ITV-Inter Medya, si stanno specializzando proprio in questo tipo di scambi. E si è creato pertanto un circolo virtuoso, in cui le numerosissime narrazioni realizzate dalla televisione turca approdano altrove soprattutto come ready made, ma anche come scripted format, mentre a sua volta sul Bosforo si adattano i format internazionali e stanno arrivando i grandi gruppi globali. E dopo la soap, il passaggio successivo (tuttora in corso) è quello dei format originali di intrattenimento…

Produzione

Totale (01/2010-01/2016)
Fonte: elaborazioni Link

Adattamenti locali (139)
Produzioni locali (487)
Produzione per genere

Numero di titoli
Fonte: elaborazioni Link (01/2010-01/2016)

Intrattenimento (109)
Factual (73)
Fiction (328)
Game Show (85)
Talk Show (31)

Il complesso tessuto produttivo

Due forze contrastanti hanno attraversato lo scenario della produzione televisiva turca negli ultimi anni, sia per quanto riguarda la fiction sia nell’intrattenimento. Da un lato, la crescita del valore complessivo del mercato, per ragioni interne ma anche per la sempre maggiore esportazione di contenuti ready-made e di format originali, ha moltiplicato e rafforzato le numerose società di produzione, che sempre più spesso acquisiscono una fisionomia precisa al di là del singolo titolo di punta e che portano avanti politiche editoriali interessanti (e lungimiranti). Dall’altro lato, però, il settore ancora decisamente giovane della produzione indipendente resta stretto tra il potere dei broadcaster, che vogliono mantenere la maggior parte dei diritti e soli hanno risorse sufficienti per una produzione ampia e costosa come la lunga serialità, e l’ingresso nello scenario turco dei grandi gruppi internazionali, sia attraverso l’acquisto di società preesistenti sia attraverso la creazione di nuove case di produzione che possono attingere ai format e alle risorse economiche e creative della casa madre. La frammentazione del mercato è ancora un grande elemento di debolezza, ma la mobilità e visibilità dei produttori più abili sta portando, sia pure lentamente, a cambiare almeno alcune regole del gioco.

Finanziamenti TV (2014)

Milioni di dollari, Fonte: PWC

Share

(2015)

Scorrere lateralmente per vedere tutti i dati

Canale Share (24h) 2014-2015 Status Concessionaria
FOX TV 9,3% +0,7% Privato 21st Century Fox
STAR TV 8,3% -1,5% Privato Doğan Media Group
KANAL D 8,3% -1,5% Privato Doğan Media Group
ATV 7,9% -1,1% Privato Kalyon Group
SHOW TV 6,4% -0,3% Privato Ciner Media Group
TV8 6,1% 4,1% Privato Acun Medya Grubu
TRT 1 3,9% +0,0% Servizio pubblico Türkiye Radyo ve Televizyon Kurum
KANAL 7 3,0% -0,4% Privato Yeni Dünya Medya Grubu
SAMANYOLU TV 2,7% -2,1% Privato Samanyolu Yayın Grubu
TRT COCUK 2,5% -0,3% Servizio Pubblico Türkiye Radyo ve Televizyon Kurum
Altre 41,6% - - -

Fonte: Eurdata 2016

Esportazioni forti e spesso inattese

L’export turco ha raggiunto 75 paesi e 400 milioni di spettatori. L’avanzata è cominciata dal Medio Oriente, quando nel 2008 MBC, network panarabo con sede a Dubai, ha trasmesso Noor con un impressionante riscontro di pubblico (85 milioni di spettatori per l’ultima puntata), mettendo in moto un fenomeno oggi noto come “cool neo-ottomano”. Questa progressione inarrestabile è stata in grado di colmare, o quantomeno di ignorare, le storiche rivalità con i paesi arabi o con la Grecia, superate da una narrazione ricca di fascino e con accenni di modernità. Dal Medio Oriente, transitando per i paesi dell’area balcanica e scandinava, i serial turchi sono arrivati in Cile, prima tappa dello sbarco in America Latina: su Mega Channel, il canale cileno che per primo ha importato i serial turchi, si sono raggiunti picchi del 40% con Le mille e una notte e Fatmagül. E al successo in Cile ha fatto eco quello in Colombia, fino all’approdo negli Stati Uniti, che ha cominciato ad adattare alcuni scripted format turchi per il mercato locale, con successo altalenante.

I Dati Dell'export Di Fiction

Fonte: Daily news, gennaio 2016

2014 200 mln dollari
2015 250 mln dollari
2016 (Stima) 300 mln dollari
Paesi Importatori oltre 70
Fiction esportata sul totale prodotto 10-15%

Una situazione instabile

Questi fermenti, che avevano cominciato a collocare la Turchia tra i top player del mercato televisivo internazionale (grazie anche agli investimenti occidentali e al progetto, ancora tutto da realizzare, di una “Hollywood sul Bosforo” con fondi statunitensi), hanno però subito una forte battuta d’arresto negli ultimi anni, per il complicarsi della situazione politica non soltanto nella regione mediorientale (a partire dalla Siria e dal sedicente Stato islamico) ma nella stessa Turchia, dove il fallito colpo di stato ha rafforzato ulteriormente la stretta autoritaria di Erdogan, già in corso, che ha colpito in misura forte anche i giornali e le televisioni. L’instabilità e l’isolamento rischiano di chiudere, o comunque di danneggiare fortemente, le idee e i professionisti in entrata e uscita dal paese.

Principali case di distribuzione

Fonte: elaborazioni Link (01/2010-01/2016)

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