Divagazioni semi-serie, n. 4. Non serve andare in Louisiana, tra le creature di True Blood, per incontrare vampiri pronti a succhiare ogni nostra energia…

Viviamo in una società tremendamente ipermetrope. Prendiamo un telescopio per osservare nella loro grandezza gli enormi concetti di Bene e di Male, e per il resto del tempo osserviamo al microscopio tutte le nostre inezie quotidiane, prendendole una a una, senza vederne la connessione. Molti, per uscire da questa impasse, si occupano di problemi esotici, spinti dall’impressione di avere un’ottica più distaccata. Ma ha senso andare in giro a insegnare a costruire capanne, mentre la propria casa scricchiola sulle fondamenta? Eppure è una tendenza evidente, andando a vedere gli ultimi prodotti in fatto di serie televisive.

True Blood, per esempio, documenta un fatto di per sé preoccupante, anche se piuttosto circoscritto: l’ingrandirsi della popolazione di vampiri in una zona degli Stati Uniti meridionali, e i loro conseguenti tentativi di integrazione. Certo, ci sarebbe molto da dire riguardo al razzismo, alla colonizzazione e alla collaborazione tra popoli, ma in fondo son problemi che, se non si risolvono con il sangue, si quietano prima o poi con il tempo. Ma non fermiamoci alla superficie degli intenti: spesso i fenomeni più interessanti sono documentati per sbaglio, come è accaduto nei casi della penicillina, dell’LSD e di un sacco di avvistamenti alieni. Mentre il regista indugia su dettagli già arcinoti all’interno del folclore vampiresco, e si spinge tutt’al più a registrare faccende sentimentali di poco conto, tutt’intorno vediamo un’umanità intenta a spintonarsi e a rincorrersi, nell’affanno di accaparrare ogni volta che può pezzetti di attenzione altrui. Attenzioni! Un temine che diventa troppo vago, quando ci accorgiamo che con esso si indica quello che per moltissimi è un nutrimento quotidiano, necessario quanto l’aria.

Quante volte, discorrendo con un amico, vi siete resi conto che la conversazione non tendeva a nulla, e che le vostre energie si stavano prosciugando? Quante persone, tra quelle che conoscete, riescono a costringervi a dividere il vostro tempo con loro, lasciandovi sfiniti ogni volta? Lasciamo stare i termini moderati: qui si tratta di vera e propria violenza. Del peggior tipo oltretutto, con l’efferatezza della costanza temporale unita all’impunità data dalla scarsa evidenza. Quelle persone si cibano delle vostre energie, e questa pratica è vampirismo psichico. Arthur Conan Doyle, oltre a dar vita alla saga di Sherlock Holmes, fu il primo a denunciare il fenomeno, nell’Ottocento. Da allora sono stati fatti pochi passi in avanti: il vampiro psichico non ha grossi canini a tradirlo. E solo per questo lo lascereste vagare liberamente a nutrirsi dell’allegria altrui? Là fuori, mentre leggete, è guerra aperta. E dato che questa rubrica è nata proprio per difendersi da chi risucchia ogni vostro impulso vitale per parlare di serie tv, lasciatemi riporre da parte la penna critica per mettervi in mano, grazie a un veloce breviario pratico, i paletti di frassino.

Il vampiro psichico normalmente si serve di poche armi, e da queste si può riconoscere. Egli è di solito:

1) una persona con molti problemi, che vi chiede consiglio complimentandosi per il vostro equilibrio e buon senso, ma sulla quale nessuno dei consigli che elargite è applicabile. Il persistere dei problemi renderà man mano indispensabile la vostra presenza, e colposa la vostra assenza – senza peraltro assicurarvi alcun posto in paradiso. E su questo dettaglio i buoni cristiani dovrebbero riflettere, dato che sono le prede più facili di questo genere di vampiro;

2) un individuo manesco e iroso, che vi costringe a fare delle cose sotto minaccia: caso meno diffuso, perché troppo evidente, ma comune in passato. Persiste tuttavia nei contesti famigliari, e in serie tv come True Blood (perché ha un bell’effetto scenico);

3) un Puntualizzatore, il più terribile e occulto. Vi approccia complimentandosi: “Bella questa cosa che hai fatto! Sei una persona fantastica”; a questo punto, avrete abbassato i guantoni. “Sai, però, non vorrei offenderti, ma cambierei questo dettaglio”; gli riconoscerete che è un onesto critico, e un attento osservatore. Un altro paio di attacchi simili e, soggiogati al suo giudizio, avrete perso ogni sicurezza – che poi è il suo cibo preferito. Glielo offrirete voi stessi, tornando ogni volta a chiedere un consiglio

4) un Premuroso: quando siete in difficoltà, si offre prontamente in aiuto. Gliene siete grati ma, una volta che vi avrà tratti in salvo, scoprirà in voi innumerevoli altri problemi, di cui non siete nemmeno a conoscenza, e che vi aiuterà a risolvere con premura sempre maggiore. Basta non mostrare sufficiente riconoscenza, o prendere un’iniziativa autonoma, per risultare dei rozzi insensibili profittatori.

Non servirà percuotere il vampiro psichico con le sue stesse armi per recuperare l’energia rubata in tutti questi anni. Mangeresti cibo di seconda mano? È proprio questo tipo di dieta che rende il parassita una brutta persona. Ci sono modi più sani di recuperare l’energia da fonti rinnovabili: l’amicizia sincera, la soddisfazione di un lavoro ben fatto, abbracciare gli alberi, fare il bagno nel mare e ululare in cima alle montagne. Non vergognarti di farlo! Tutt’al più, potresti risultare stupido. Ma, come dice la profezia, vestirà un’armatura buffa il pastore che insegnerà all’uomo a non essere lupo in mezzo agli altri uomini.

Come nelle saghe epiche e cavalleresche, avrai da sopportare l’ignominia per riportare verità e giustizia: dovrai risultare rozzo alla finta cortesia, malvagio nei confronti della bontà mirata e nemico dei falsi amici, per ridare purezza alla buona azione e bellezza al rapporto umano.

Guerriero psichico, sappi che dovrai muoverti sul campo di battaglia della cortesia, nel polverone dei buoni sentimenti, sotto il fuoco della pressione sociale. I saggi hanno sempre considerato la terra una tragedia teatrale: non sappiamo chi ne sia il regista, ma almeno conosciamo chi si cela dietro a qualche maschera. Impugna le tue armi, e rendi questa farsa un circo!