Il digitale terrestre sta cambiando il suo standard. Il nuovo Hbbtv promette una maggiore interattività, alimentando ancora una volta il sogno della tv interattiva.

Molti dei televisori oggi in commercio hanno la capacità di connettersi alla rete. Attraverso la connessione, lo spettatore-utente può sfruttare nuovi servizi e fruire di contenuti aggiuntivi rispetto a quelli tradizionali. Tra questi, ci sono quelli che l’utente può richiamare con il tasto rosso del telecomando mentre sta guardando un canale.

Il nome della tecnologia che abilita questo paradigma di interattività è Mhp. Ma anche da noi, come già avvenuto in molti altri Paesi europei, è previsto l’arrivo di un nuovo standard per i servizi tv interattivi, una tecnologia già ampiamente adottata altrove: l’hybrid broadcast broadband tv (Hbbtv). Tramite Hbbtv, i broadcaster offrono applicazioni interattive per contenuti di varia natura: video (puntate intere di un programma già andato in onda, contenuti extra, clip di vario genere), immagini (gallery fotografiche su programmi e personaggi televisivi), testo (informazioni aggiuntive, articoli di tipo giornalistico) e contenuti di tipo commerciale (pubblicità in vari formati, banner e video compresi).

Cos’è successo in Europa

I broadcaster europei hanno declinato in modi diversi questa nuova tecnologia. ProSiebenSat1, broadcaster tedesco, ha lanciato un’applicazione che conduce in un ambiente dove è possibile fruire accedere a diversi contenuti suddivisi in sezioni: un catalogo dei programmi tv, con relativi video; le news; i palinsesti; alcuni giochi interattivi e a premi; una pagina con le offerte per l’acquisto di vari prodotti (dai cd ai biglietti per concerti), scansionando il QR code presente sulla pagina. Sempre in Germania, Ard consente durante la visione del canale Das Erste di raggiungere una launch bar, da cui si può scorrere l’archivio dei contenuti video trasmessi dal canale, i palinsesti, ma anche una sezione per i bambini. Lo stesso canale ha realizzato anche un’applicazione dedicata alla serie poliziesca Tatort, in cui si recuperano le ultime puntate andate in onda e le anticipazioni dei prossimi episodi, insieme ad articoli dedicati alla serie.

Un altro esempio interessante è quello della spagnola Rte, che in parallelo al suo canale satellitare Tve International propone un ambiente Hbbtv che prevede una launch bar e applicazioni di varia natura, dall’archivio dei contenuti andati in onda alle pagine per singoli eventi e programmi. Programmi come Eurovision Song Contest o il Tour de France presentano app pubblicate “a tempo” e poi sostituite.

E in Italia?

Hbbtv potrà rappresentare un’opportunità per i broadcaster anche nel nostro Paese, consentendo loro di comporre un’offerta ad hoc di contenuti e servizi interattivi. Man mano che i televisori con questa tecnologia si diffonderanno, parte dei quali connessi a internet, si amplieranno i potenziali fruitori.

Mpat, uno dei progetti di sperimentazione e innovazione tecnologica finanziati dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020 a cui partecipa anche Mediaset, sta per multi-platform application toolkit, ed è un software facilitato per la creazione di applicazioni Hbbtv, un intuitivo strumento editoriale che consente di produrre app in modo semplice e veloce, basandosi su WordPress, uno degli authoring tool più diffusi nel mondo editoriale digitale. Fin dall’inizio del progetto, il team di progettazione europeo dedicato ha avviato una proficua attività di comunicazione per sostenere e per promuovere le opportunità di business offerte ai produttori dalla tv ibrida broadcast e broadband.

Dopo i 24 mesi del progetto, lo strumento sarà presto rilasciato in versione definitiva. In collaborazione con importanti operatori di settore e istituti di ricerca come Fincons Group, Irt, Rbb, LeadIn, l’Università di Lancaster, il Fraunhofer Insititute e Telecom Paris Tech, il team di progettazione europea dell’area innovazione di Mediaset si è occupato dell’identificazione dei requisiti di business e dell’attività di piloting, vale a dire il “collaudo” del sistema a livello industriale. Con Mpat, le emittenti tv possono creare semi-automaticamente applicazioni personalizzate da popolare con i loro contenuti editoriali, o integrare il servizio alle soluzioni già esistenti di gestione dei contenuti. I broadcaster e le aziende mediali avranno a disposizione uno strumento intuitivo, flessibile e open source, così da consentire l’ampliamento delle funzionalità del tool.

Nell’ottobre 2016, al Forum HD in Città del Vaticano, sono state presentate le prime due applicazioni Hbbtv di Mediaset e una prima versione dello strumento editoriale. In seguito, sono state introdotte nuove possibilità, come la gestione degli stream-event per l’inserimento di pubblicità o per le breaking news e il video a 360 gradi fruibile con il telecomando del televisore (primo esperimento italiano). All’evento internazionale Hbbtv Symposium, Mediaset presenta per la prima volta le app news, grazie a uno stand dedicato e a una speaker session in cui il pubblico potrà prendere visione delle demo e testare sul campo il progetto e le sue applicazioni possibili in ambito industriale. Le tre app – Tgcom24, Sport Mediaset e Meteo.it –, a cura della direzione informazione, andranno live su tutto il territorio nazionale, potenziando l’offerta digitale del gruppo editoriale e rendendola accessibile da telecomando. Aggiornate in tempo reale e inserite nel flusso editoriale di Tgcom24, consentono di restare sintonizzati sul canale e insieme di informarsi su quello che accade nel mondo.

Da un punto di vista industriale, Mpat permette di sviluppare app con risparmi considerevoli di tempo e di costi e con una flessibilità nell’editing che consentirà la diversificazione dell’offerta. E può fare da traino all’Hbbtv. Se la Germania è stato un early adopter della tecnologia, infatti, l’Italia partirà da uno standard già ragionevolmente maturo (Hbbtv 2.0.1) e può beneficiare dell’esperienza tedesca, concentrandosi sui concept che già funzionano e insieme avvalendosi di strumenti già pronti. In questo modo, le app potranno diffondersi sempre di più, fino a diventare di utilizzo massivo.