Le vacanze sono il momento ideale per il recupero delle serie tv non ancora viste. E di tutti quei discorsi che le accompagnano. Cominciamo da Dexter.

Tante cose si stanno estinguendo piuttosto velocemente negli ultimi anni. Varie specie animali e vegetali, verrebbe da dire, ma non solo: spesso ci si accorge meno facilmente di ciò che sparisce sotto i nostri occhi. Chi di voi ha mai visto un panda nell’atto di estinguersi? Eppure in molti se ne preoccupano almeno una volta al mese. E mentre gli esemplari rimasti se la spassano nei loro bambuneti, noi non ci siamo accorti che gli hobby sono a rischio di estinzione.

Che fine hanno fatto i passatempi? Ogni persona sana di mente dovrebbe avere almeno un hobby. Per hobby intendiamo un’attività senza fini, interesse materiale o pretese, atta a occupare il nostro tempo libero in maniera piacevole e al contempo costruttiva. E già da questa definizione è facile capire come la nostra società sia un ambiente ostile a questo genere di cose: difficile avere tempo libero, arduo non occupare questo spazio vuoto con qualcosa che non abbia uno scopo. Già ci sono troppe altre cose a riempire i nostri spazi vuoti, distogliendoci dalla coltivazione di un sano passatempo – e sarebbe troppo facile, in questa sede, puntare il dito sulla televisione o su internet (Va detto però che i social come Facebook hanno superato come numero di accessi l’intera categoria dei siti porno. E questo di per sé è un chiaro campanello d’allarme, in base al quale mi sentirei di decretare che il declino della razza umana è palese attualità). Ma come occuparsi di filatelia mentre ci stiamo perdendo otto film e tre serie televisive, e i nostri amici ci scrivono che stanno facendo delle cose interessantissime? I passatempi oggi sono cosa per pochi, per coltivarne uno ci vuole un animo nobile e saldo.

Dexter è una serie televisiva che tratta l’argomento con dovizia e pertinenza. Il protagonista dell’omonima serie non si occupa però di filatelia: ha infatti l’hobby dell’omicidio. Al di là di tutto ciò che si potrebbe dire su questa particolare occupazione del tempo libero, Dexter vi si dedica con costanza e passione, con il giusto metodo e con i conseguenti rituali. Nonostante la faccia da imbecille che esibisce nella parte anteriore della sua testa, Dexter risulta essere una brava persona: metodica nell’esercizio del passatempo, grazie al quale incanala e sfoga le sue tensioni; di conseguenza equilibrata anche nelle scelte professionali e di vita, potendovisi dedicare a cuor leggero. In questo senso, un esempio da seguire. I vantaggi si vedono: grazie al suo hobby, Dexter impara, cresce, diventa migliore. Il passatempo non è banale routine ma motivo di esperimento, messa in gioco, accrescimento.

La serie prende infatti la forma di un romanzo di formazione, nella sua più classica forma, quella che fu figlia dell’Umanesimo. Seguiamo Dexter passo per passo nel suo cammino in salita che lo porterà, forse un giorno, alla realizzazione spirituale. E non si può dire che non sia un bravo scalatore: le pulsioni più irrazionali incanalate e sfruttate costruttivamente gli danno quella spinta in più che gli permette di saltare a piè pari quelli che prima gli sembravano ostacoli insormontabili dell’esistenza. Sotto i nostri occhi riesce a costruirsi una vita professionale mirabile, una vita emotiva e amorosa appassionante, nonché diverse amicizie sincere; e il tutto con una linearità di pensiero invidiabile. E tutto grazie all’esercizio di un hobby! Ah, ce ne fosse di più di gente come lui! Quanta gente vediamo, al contrario, ingrigita da una vita nella quale sembra essersi incagliata per caso, e ferma davanti al primo gradino, a malapena consapevole di essere viva – se non nell’esercizio di qualche convenzionale professione? Ah, mala tempora, dov’è finita l’eterna ricerca di una soluzione armonica nello scontro tra l’individuo e la realtà che lo circonda?

Che sia questa ricerca stessa lo scopo, il fine ultimo, o sia essa solamente un divertissement inventato da qualche filosofo per non rendere la vita meno noiosa, questo non ci è dato saperlo. Pure continuiamo a vedere tedio e smarrimento nelle facce di gran parte della gente, un’umanità che ha smesso di evolversi per accontentarsi di quei surrogati materiali che da sola va offrendosi: un asino che si regge da solo, davanti a sé, la carota. Perché essere così stupidi? Tanto vale estinguersi.

Il particolare hobby del nostro amico Dexter, tornando a lui, sembra avere a che fare con un ragionamento di questo genere. Potare l’albero! L’epurazione degli stupidi. Quale metodo migliore dell’omicidio, quando è effettuato da una persona dotata di buon senso? Gli stermini di massa sono materia del passato, un generalismo con troppi margini d’errore. “A morte gli stupidi!”, urlò un comune cittadino a un parlamentare inglese. Il quale rispose, giustamente, che il suo programma era un po’ troppo ambizioso. Ci vuole buonsenso e discrezione per riconoscere gli stupidi, ci vuole metodo e pazienza per eliminarli uno per uno. Un’operazione che va condotta da mani esperte, artigianalmente, e per fortuna i mezzi non sono alla portata di tutti. Basta attraversare una qualsiasi grande città per ricordarsi perché le armi da fuoco non si vendano per due lire al supermercato: io, perlomeno, sarei propenso a uccidere gran parte della gente che vi si incontra, come un mietitore troppo grezzo per mettere mano a una falce. In altri casi, posseduti da un eccesso di tolleranza, si sarebbe portati a salvare anche l’erbaccia. Che sia forse l’hobby di Dexter l’unico veramente sensato, il solo che si salverà dall’estinzione dei passatempi? Chissà che valga la pena di dare ancora una chance al modellismo.