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Corea del Sud

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Un sistema televisivo avanzato

La Corea del Sud è uno dei più importanti e avanzati tra i sistemi televisivi e mediali dell’intero continente asiatico, cruciale dal punto di vista sia economico sia culturale. Se guardiamo alla sola tv in chiaro, con due canali di servizio pubblico (Korean Broadcasting System) e due reti commerciali (MBC e SBS), rischiamo di fermarci alla punta dell’iceberg. La Corea è infatti il Paese con la penetrazione più alta di tv a pagamento di tutta la regione. E ha ben 10 milioni di abbonati per l’IPTV, quarta nazione al mondo dopo la Cina, la Francia e gli Stati Uniti. La frattura con la povertà dei media propagandistici dei vicini del Nord non potrebbe essere più grande.

Finanziamenti TV (2014)

Milioni di dollari, Fonte: PWC

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(2015)

Scorrere lateralmente per vedere tutti i dati

Canale Share (24h) 2014-2015 Status Concessionaria
KBS1 12.3% -1.4% Servizio Pubblico Korean Broadcasting System
MBC 11.6% +0.3% Servizio Pubblico Munhwa Broadcasting Corporation
KBS2 11.4% -1.7% Servizio Pubblico Korean Broadcasting System
SBS 10.3% -0.6% Privato Seoul Broadcasting System
MBN 3,8% +0,5% Privato MBN
CHANNEL A 3,2% +0,8% Privato CHANNEL A
TVN 3,1% +1,3% Privato CJ E&M
TVCHOSUN 2,8% 0% Privato TVCHOSUN
JTBC 2,7% +0,2% Privato JTBC
EBS 2,2% -0,1% Servizio Pubblico Educational Broadcasting System
Altre 36,6% - - -

Fonte: Eurdata 2016

Dal servizio all'invenzione

Il sistema produttivo coreano, per il cinema come per la televisione, e più in generale per l’audiovisivo, si è sviluppato, nel corso di numerosi decenni, passando per fasi differenti. L’animazione è il “cavallo di battaglia” nell’immaginario coreano, il genere a cui il Paese è facilmente e costantemente associato nel mondo. Per lungo tempo, con sporadiche eccezioni, la Corea del Sud è stata in realtà soprattutto uno snodo industriale “di servizio”, che forniva manodopera a basso costo per dare forma e sostanza a idee altrui: film e serie animate giapponesi o americane (inclusi i Simpson) si appoggiavano, e spesso si appoggiano tuttora, per la loro realizzazione, ai professionisti coreani. Segue una fase di imitazione, con titoli autoctoni che risentono ancora fortemente di una chiara derivazione straniera. E infine, a poco a poco, si è sviluppata la via nazionale al genere, permettendo alla Corea di mettere a frutto la sua innegabile expertise tecnica su idee, personaggi e immaginari locali. Con tonalità e approcci originali. A loro volta, pronti a diffondersi da ogni parte del mondo…

Produzione per genere

Numero di titoli
Fonte: The Wit - al 06 maggio 2016

Intrattenimento (125)
Factual (86)
Fiction (469)
Game show (25)
Talk show (19)

Dalla quasi-diretta alla post-produzione

Un altro genere televisivo molto importante per il Paese è il cosiddetto k-drama, la lunga serialità originale che si snoda per numerose puntate, viste da milioni di persone, dando vita a veri e propri fenomeni di costume. Anche qui la maturità del genere passa per un affinamento del modello produttivo. Per decenni le serie drammatiche coreane sono state realizzate da una catena di montaggio sempre attiva e ravvicinatissima alla messa in onda: il day-by-day nell’ideazione delle storyline e nella realizzazione delle puntate consentiva una forte vicinanza all’attualità (con cambi di rotta quasi in tempo reale, anche a partire dagli umori del pubblico) ma portava con sé imperfezioni, un basso grado di elaborazione e un appeal quasi esclusivamente locale. Più recentemente, però, si è imposto anche per la soap televisiva un modello produttivo più evoluto, di stampo cinematografico, caratterizzato da un’inedita importanza data al montaggio e alla post-produzione. Le imprecisioni e le ingenuità svaniscono, lasciando il posto a un ready-made che ora può circolare ovunque.

Import/Export

Numero di titoli
Fonte: The Wit - al 06 maggio 2016

Dai vicini di casa al resto del mondo

Grazie all’originalità delle storie di animazione e all’ottima fattura produttiva del k-drama, le produzioni coreane sono diventate corazzate da esportazione: i singoli episodi sono venduti per cifre che superano anche i 250.000 dollari. Ancora una volta, il fenomeno si è costruito passo dopo passo. Prima con il forte interesse dei vicini Paesi del Sud-Est asiatico, in primis l’enorme mercato cinese e il Giappone, disposti a spendere cifre enormi per accaparrarsi titoli di sicura presa sul pubblico, trainati da un inedito mix tra tradizione e modernità, nostalgia e rivoluzione. Poi con la curiosità e il successo nel resto del mondo, che ha portato i drama coreani nel Medio Oriente e in America Latina, con fenomeni curiosi e inspiegabili come la scalata di questi programmi nelle classifiche cubane dei programmi più visti. E infine con la disponibilità, di nicchia ma pervasiva, di queste serie (adeguatamente sottotitolate) su piattaforme on demand come Viki.com, che permettono agli spettatori statunitensi ed europei di commuoversi per le serie di una korean wave 2.0 ormai inarrestabile.

Export per genere

Numero di titoli
Fonte: The Wit - al 06 maggio 2016

Intrattenimento (10)
Factual (6)
Fiction (14)
Game show (4)
Talk show (0)